Cresce a colpi di un’acquisizione ogni due mesi la Granarolo, nota società lattiero-casearea guidata dal presidente Giampiero Calzolari con un fatturato di 1,3 miliardi di euro.

L’ultima in ordine di tempo è cross-border e riguarda il 100% di Calabro Cheese società statunitense situata nel Connecticut, a 130 Km a nord di New York, che produce e commercializza prodotti lattiero caseari freschi, in particolare ricotta, mozzarella e burrata.

Formaggio Calabro

Nata nel 1953 come distributore di prodotti lattiero caseari italiani su iniziativa di Joseph Calabro e di suo padre Salvatore, oggi l’azienda – presieduta da Frank Angeloni – può contare su uno stabilimento di produzione di oltre 5.000 metri quadrati e di una piattaforma distributiva dalla quale vengono servite le aree di New York, New England, New Jersey, come le aree del sud e dell’ovest degli Stati Uniti. Il fatturato 2020 è stato di 25 milioni di dollari, in linea con gli anni precedenti, spiega una nota dell’azienda.

L’acquisizione di Calabro consentirà inoltre a Granarolo di costruire una piattaforma strategica per distribuire una vasta gamma di prodotti tipici e DOP dall’Italia e dunque anche di valorizzare una materia prima italiana, alla luce della stagnazione del mercato nazionale. Granarolo vende all’estero il 33% del totale dei prodotti, in crescita anno su anno, e rappresenta l’8,8% del totale dell’export di prodotti dairy italiani nel mondo, con una crescita media della sua quota di 0,4 punti a volume.

“Il consolidamento di Granarolo negli Stati Uniti è un tassello importante della politica di crescita del gruppo all’estero – ha commentato Calzolari – Il progetto è quello di replicare le positive performance raggiunte in altri mercati, come quello francese dove siamo cresciuti in modo significativo raggiungendo una quota a volume del 18,5% del totale dairy italiano. Gli Stati Uniti saranno il paese target del 2022. Abbiamo trovato una bella azienda, che lavora bene puntando alla qualità, con standard di alto livello e ben amministrata. Punteremo a rafforzare le produzioni, a far arrivare gli stagionati su una piattaforma distributiva ben rodata e a contribuire a far conoscere le nostre eccellenze sul mercato statunitense”.

Dal gorgonzola al parmigiano

Nel piano strategico 2021-2025, spiega l’azienda Bolognese, sono previste altre acquisizioni con focus su produttori dairy nei mercati strategici. Finora, oltre al Calabro Cheese, l’azienda ha acquisito anche altre due aziende. Una il 20 ottobre scorso, in Italia, cioè Mario Costa, storico produttore di Gorgonzola DOP con più di 100 anni di storia. L’azienda fattura circa 15 milioni (dato 2020) e lavora circa 20mila tonnellate di latte/anno lombardo proveniente dal comprensorio definito dalla DOP. Il fatturato è sviluppato principalmente sul mercato italiano, l’export rappresenta il 31% del fatturato e i paesi principali raggiunti oggi sono in Europa (es. Gran Bretagna) e oltreoceano (es. Giappone e anch’essa Stati Uniti).

Ad aprile poi  Granarolo ha acquisito da Mulino Alimentare il 60% di Mulino Formaggi, azienda parmense specializzata nel confezionamento e nella commercializzazione di formaggi duri italiani nel mondo di cui aveva già il 40%, salendo così al 100% del capitale.
Mulino Formaggi nasce a Parma nel 2018 in seguito all’incontro di due realtà fortemente presenti sul territorio e: Mulino Alimentare (società che fa capo all’imprenditore Claudio Guidetti) e Gennari Italia, controllata al 100 % da Granarolo S.p.A. Lo stabilimento di Parma, in particolare, per Granarolo è uno strumento strategico per lo sviluppo commerciale della business unit formaggi duri, in particolare per quanto concerne il Parmigiano Reggiano DOP, al quale si affianca la linea di prodotti Granarolo Quattrocento, formaggio duro italiano prodotto con latte della filiera.

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