Se il factoring – cioè l’anticipo delle fatture – sta diventando un sistema di finanziamento sempre più considerato dalle imprese, per far crescere ancora di più il mercato, in particolare quello del reverse factoring, servirebbe uno sforzo importante anche da parte dei grandi debitori, ossia quelle big corporate che sono i cima a questa catena produttiva e che possono garantire per quel credito.

“Ormai, con la pandemia, le grandi imprese hanno capito che la tenuta e la solidità della filiera sono imprescindibili”, spiega a Dealflower Michele Zorzi (nella foto), business development manager di Guber, il quale sottolinea che però, dall’altro lato, “anche il sostegno dei grandi debitori alla filiera è fondamentale”. Ciò vale anche, e soprattutto, “per consentire alle piccole e medie imprese un accesso al credito veloce e concreto tramite il reverse factoring”.

Il reverse factoring è una soluzione finanziaria in cui le aziende di medie e grandi dimensioni  possono richiedere alla banca (il factor) un’assistenza completa nella gestione dei propri debiti di fornitura, concordando anche in alcuni casi una dilazione dei pagamenti. Come emerso dall’ultimo report di Assifact, quest’anno le operazioni di supply chain finance sono cresciute (11% del totale a maggio 2021 pari a 10,1 miliardi), cioè quei servizi e soluzioni che un’impresa può usare per finanziare il capitale circolante, facendo leva anche sul ruolo che essa appunto ricopre entro la filiera in cui opera, che hanno raggiunto nel 2020 il 10% del volume d’affari a 22,3 miliardi (+20,78% sul 2019), 21 dei quali derivanti dal reverse factoring.

In questo contesto, Guber Banca ha lanciato nel settembre 2019 “Anticipo102”, una  piattaforma interamente digitale di reverse factoring in cui i creditori presentano il loro credito che viene riconosciuto dal grande debitore e quindi risarcito da Guber in tempi rapidi e con uno sconto commerciale dell’1%. Finora sono stati transati crediti per 150 milioni di euro grazie al coinvolgimento di grandi aziende e l’obiettivo, aggiunge Zorzi, “è quello di coinvolgere più grandi aziende debitrici, che sono essenziali per alimentare questo strumento alternativo che è molto più sicuro per le banche e trasparente ed efficace per le aziende”.

A tal proposito, proprio ieri 21 ottobre ha annunciato un accordo con Sace, attraverso SACE BT, la società del gruppo specializzata nell’assicurazione dei crediti a breve termine, che prevede la sottoscrizione da parte della banca di una polizza credito a garanzia dell’attività di factoring, per fornire supporto finanziario alle filiere produttive italiane.

“Si tratta di un accordo importante  perché, grazie all’assicurazione del plafond concesso a un capo-filiera, il prodotto moltiplicherà la propria potenza di fuoco allargando la platea dei propri clienti e rispondendo ancora meglio alle loro esigenze”. In pratica, aggiunge, “con Sace diamo una garanzia in più a tutto il processo”.

Per Zorzi “il mercato è frizzante e i grandi debitori sono interessati sempre di più in questo mondo del reverse perché, per come è strutturato il nostro Paese, quando la filiera va in crisi è un problema per tutti. Non vedo che un affermarsi del prodotto nei prossimi anni”.

 

 

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