Le reazioni all’invasione dell’Ucraina da parte dell’Occidente non si sono limitate alle sanzioni degli Stati. A muoversi infatti sono state anche le aziende e soprattutto lo sport. In particolare molto duri sono stati gli organismi europei alla guida di calcio, basket e pallavolo che hanno sospeso dalle competizioni nazionali e club russi. Negli scorsi giorni è arrivata anche la pesante decisione del Comitato Paralimpico che ha sospeso dai giochi invernali in corso a Pechino sia gli atleti russi che quelli bielorussi.

La reazione dello sport non si è limitata solo agli aspetti competitivi, ma ha anche riguardato gli aspetti industriali e organizzativi. E così sono state concluse con effetto immediato partnership con sponsor russi e spostati eventi sportivi che dovevano essere tenuti in Russia.

Il calcio: l’Uefa fa fuori Russi e Gazprom

Uefa e Fifa, i due principali organismi alla guida del calcio, hanno ufficialmente sospeso dai tornei club e nazionale russi. E l’Uefa ha poi inoltre annunciato che le squadre bielorusse giocheranno in campo neutro. Queste decisioni hanno così portato all’eliminazione diretta della Russia dai prossimi mondiali e del club Spartak Mosca dall’Europa League. Il club della capitale russa avrebbe dovuto affrontare negli ottavi di finale i tedeschi del RedBull Lipsia, mentre la nazionale avrebbe dovuto giocarsi l’accesso a Qatar 2022 contro la Polonia. Lo Zenit San Pietroburgo, altra importante squadra russa, era già stata eliminata dall’Europa League, prima del bando deciso dall’Uefa.

Ma questo non è stato l’unico provvedimento messo in atto dal mondo del calcio: l’Uefa ha poi preso altre due decisioni importanti. La prima è stata lo spostamento della finale di Champions League dell’edizione in corso da San Pietroburgo a Parigi. La seconda, invece, è stata la conclusione con effetto immediato della partnership con il colosso del gas russo Gazprom. La decisione ha riguardato “tutti gli accordi esistenti tra cui quelli per la Uefa Champions League, per le competizioni Uefa per nazionali e per Uefa Euro 2024”. Secondo quanto stimato da Kpmg, questo provvedimento costerà a Gazprom circa 150 milioni di euro. Il contratto di sponsorship, infatti, legava il colosso del gas all’Uefa fino al 2024 e aveva un valore annuale di circa 50 milioni.

A prendere le distanze dalle aziende russe sono stati anche i singoli club. Nel caso della squadra tedesca dello Shalke 04 a pagarne le conseguenze è ancora una volta Gazprom. Qui le perdite sono più contenute, dato che la sponsorizzazione aveva un valore per la società russa di 30 milioni annui e sarebbe scaduta a fine 2022.

Anche il Manchester United ha poi posto fine alla partnership con la compagnia aerea russa Aeroflot, un contratto del valore di circa 7-8 milioni annui. Altro caso inglese è quello dell’Everton, squadra di Liverpool. La scorsa settimana il club ha chiuso i rapporti con gli sponsor russi Usm, Megafon e Yota. La prima società è una holding russa attiva nei settori dei metalli, minerario, nelle telecomunicazioni e nella tecnologia. La seconda e la terza, invece, si occupano di telecomunicazioni mobile e produzione di smartphone. Queste aziende sono legate al miliardario russo Alisher Usmanov, che secondo Bloomberg ha un patrimonio di 18,6 miliardi di dollari.

L’ondata delle sanzioni dell’Occidente ha infine colpito anche il magnate russo Abramovich, proprietario del Chelsea. L’oligarca ha infatti scelto di mettere in vendita il club londinese dei Blues.

Anche agli altri sport cacciano la Russia dalle competizioni

La messa al bando delle squadre russe è stata decisa fra gli altri anche da basket, pallavolo e sport invernali. In alcuni di questi casi, inoltre, le decisioni prese hanno riguardato anche squadre e atleti bielorussi, come avvenuto per le Paralimpiadi di Pechino.

L’Eurolegue Commercial Assets – Eca, organismo massimo europeo del basket, ha sospeso dall’Eurolega Cska Mosca, Unics Kazan e Zenit San Pietroburgo e da Eurocup il Lokomotiv Kuban Krasnodar.

Per quanto riguarda la pallavolo, a muoversi è stata la Fédération Internationale de Volleyball – Fivb. La federazione ha messo nel mirino squadre, atleti, ma anche arbitri russi e bielorussi, dichiarandoli “non idonei a partecipare a tutte le gare internazionali e continentali”. L’organismo ha inoltre deciso di riprogrammare i mondiali maschili del 2022, che si sarebbero dovuti tenere in Russia.

 

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C’è poi stata la presa di posizione della Formula 1, dell’americana Liberty Media. La Federazione Internazionale dell’Automobile – Fia ha infatti scelto di annullare il Gran Premio di Sochi, che si sarebbe dovuto tenere nel weekend del prossimo 24-26 settembre. La decisione è arrivata dopo la ferma posizione di alcuni piloti, come l’ex ferrarista Sebastian Vettel. Il Gran Premio di Sochi in passato era stato sponsorizzato da importanti società russe, come l’azienda petrolifera Lukoil e la banca Vtb bank. Quest’ultima figura nella lista degli istituti sospesi dal sistema di pagamenti Swift. Inoltre, durante il weekend, la scuderia americana Haas ha interrotto i rapporti con il pilota russo Nikita Mazepin e il suo sponsor Uralkali. L’azienda, produttrice e esportatrice di potassio, è in mano al padre di Mazepin, oligarca considerato fra i più stretti amici del presidente russo Putin.

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