Hera raggiunge altri due nuovi traguardi nella finanza sostenibile: con il secondo “sustainability-linked bond” e l’attivazione di una nuova linea di credito “Sustainability-Linked Revolving Credit Facility” la multiutility destinerà più di 1 miliardo di finanziamenti a progetti a favore della transizione green.

Le nuove operazioni di Hera

In particolare, i 600 milioni di euro del nuovo prestito obbligazionario non convertibile si inseriscono nella strategia di sostenibilità volta alla decarbonizzazione e al riciclo delle plastiche, mentre la nuova linea di credito “Sustainability-Linked Revolving Credit Facility”, da 450 milioni di euro, va ad ampliare ulteriormente i prodotti e strumenti finanziari innovativi adottati dall’azienda, contribuendo a mantenerne la solidità finanziaria.

“Il nostro secondo sustainability-linked bond e la nuova linea di credito riconfermano l’impegno del Gruppo Hera per la sostenibilità, con particolare riferimento agli obiettivi di neutralità carbonica ed economia circolare”, afferma l’ad Orazio Iacono (in foto). “Questi nuovi strumenti sustainability-linked ci permetteranno di perseguire con maggiore impulso due target specifici per noi particolarmente rilevanti, che ci vedono impegnati già da tempo con progetti per la riduzione dell’impronta carbonica e l’incremento della rigenerazione della plastica, in coerenza con le strategie per la transizione energetica e ambientale delineate nel nostro piano industriale. Si tratta di un importante contributo, che ci porterà a traguardare gli obiettivi dell’Agenda 2030 con iniziative concrete, per rispondere alle sfide con cui ci confrontiamo ogni giorno”.

Hera, le caratteristiche del bond

L’ammontare complessivo del secondo “sustainability-linked bond”, riservato a investitori qualificati, che verrà emesso a valere sul programma di emissioni obbligazionarie a medio termine del Gruppo Hera è pari a 600 milioni di euro, rimborsabili dopo 10 anni. Anche questo secondo “sustainability-linked bond”, analogamente a quello lanciato nel 2021, ha riscontrato un grande interesse. L’operazione ha visto, infatti, una significativa partecipazione di investitori internazionali (Francia, Germania, Olanda e Gran Bretagna), in buona parte specializzati in prodotti di finanza sostenibile. La forte domanda, con richieste di sottoscrizione per circa 2,7 miliardi di euro pari a 4,5 volte l’offerta, e la qualità degli ordini ricevuti hanno quindi permesso di
fissare il prezzo a livelli eccellenti.

Sarà pagata una cedola annuale a tasso fisso del 4,250%, mentre il rendimento al momento dell’emissione è pari a 4,310%. A partire dalla data di pagamento interessi del 2032, è previsto un
eventuale step-up (aumento del tasso di interesse) nel caso in cui la società non dovesse raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di Green House Gas misurata in tonnellate
di CO2 (aumento del tasso di 0,30%) e (2) aumento della quantità di plastica riciclata in migliaia di tonnellate (aumento del tasso di 0,20%).

Il “sustainability-linked bond” si inserisce nella strategia del Gruppo Hera finalizzata alla riduzione delle emissioni di gas serra e all’aumento dei quantitativi di plastica riciclata. In particolare, il Gruppo Hera punta a ridurre le emissioni di gas serra del 37% al 2030 (rispetto al 2019), grazie ad azioni concrete al proprio interno e al coinvolgimento di fornitori e clienti, relativamente alla vendita di energia elettrica e gas: un obiettivo tra i più ambiziosi per un’azienda in Italia, validato dal network internazionale Science Based Target initiative (SBTi).

Per quel che concerne invece il secondo target, la multiutility punta ad aumentare del 150% i quantitativi di plastica riciclata al 2030 (rispetto al 2017), anche grazie ai circa 1,2 miliardi di
investimenti previsti nel settore ambiente nel Piano industriale 2022-2026. In particolare, la controllata Aliplast, leader nel riciclo delle plastiche, prevede nuovi progetti di sviluppo industriale
con investimenti per oltre 80 milioni di euro, sia per ampliare la capacità impiantistica nei segmenti già presidiati (PET riciclato) sia per ampliare il proprio raggio d’azione al recupero delle plastiche rigide con un nuovo impianto. Ubicato a Modena, e all’avanguardia a livello europeo dal punto di vista tecnologico tanto da aver ricevuto anche contributi Pnrr, consentirà di rendere sempre più sostenibili anche settori che sinora utilizzano prevalentemente materiali vergini come l’elettronica di consumo.

La data di regolamento dell’emissione è prevista per il 20 aprile 2023 e le obbligazioni saranno quotate, sin dalla data di emissione, sul mercato regolato di Euronext Dublin, sul mercato
regolamentato del Luxembourg Stock Exchange e, se del caso, in un momento successivo, anche sul sistema multilaterale di negoziazione ExtraMot Pro di Borsa Italiana. È inoltre atteso che al
sustainability-linked bond sia assegnato un rating in linea con quello di Hera (rating Baa2 per Moody’s e BBB+ per Standard & Poor’s).

La nuova linea di credito “Sustainability-Linked Revolving Credit Facility”

Anche la nuova linea di credito, in coerenza con quella già emessa nel 2018, prevede un meccanismo premiante legato al raggiungimento di specifici obiettivi ambientali. Nel contratto
stipulato con le banche, infatti, sono stati definiti gli stessi due indicatori di performance del sustainability-linked bond, in virtù dei quali la multiutility potrà beneficiare nel tempo di tassi più
favorevoli.

Gli advisor

Gli istituti di credito coinvolti nell’emissione del “sustainability-linked bond” di Hera sono Bnp Paribas, Crédit Agricole Cib, Intesa Sanpaolo (Divisione IMI CIB), Mediobanca, Santander,
UniCredit, Bbva, Banca Akros, Barclays, Bper Banca, CaixaBank, Deutsche Bank e Mps Capital Services. Gli istituti di credito coinvolti nel finanziamento sustainability-linked di Hera sono Bnp
Paribas, Banca Nazionale del Lavoro, Crédit Agricole Cib, Intesa Sanpaolo, Mediobanca, Santander, UniCredit, Bbbva, Banco Bpm, Barclays, Bper Banca, CaixaBank, Deutsche Bank e Mps Capital Services. Lo studio legale Legance Avvocati Associati ha assistito Hera sia in relazione al “sustainability-linked bond” sia alla linea di credito revolving, mentre gli studi legali Linklaters e
Gianni & Origoni hanno, rispettivamente, supportato le banche collocatrici del “sustainability-linked bond” e le banche del pool della linea di credito.

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