Holding di Partecipazioni Economiche (Hope) ha ottenuto la prima licenza Sicaf retail proponendosi poi di qualificarsi come Pir Alternative, con investimenti nell’economia reale.

Hope, ricorda un comunicato, “nasce come piattaforma innovativa di investimento equity e quasi-equity per convogliare il risparmio privato degli investitori istituzionali e delle famiglie Italiane per investimenti in imprese e città d’eccellenza e supportarne attivamente la trasformazione e innovazione, per ottimizzarne competitività, attrattività e sostenibilità – finanziaria, sociale ed ecologica – nel lungo periodo”.

Hope punta a creare un portafoglio diversificato di partecipazioni di maggioranza e (più selettivamente) minoranza, ma con ruolo attivo nella governance, e con approccio da operating partner (supporto manageriale e industriale alle imprese e alle città, specie sui temi di trasformazione digitale e verde).

Hope nasce da un’idea di Claudio Scardovi (nella foto di copertina), economista, manager e imprenditore con ruoli chiave nella consulenza strategica, investment banking e private equity.

Gli oltre quaranta soci fondatori di Hope sono rappresentati da istituzioni finanziarie e family office, con un management dove nessun azionista detiene una quota che supera il 15% (Unicredit e Amundi-Credit Agricole sono gli unici azionisti qualificati sopra il 10%). I soci fondatori hanno inizialmente capitalizzato Hope per circa 15,7 milioni di euro e contribuiranno direttamente e indirettamente alla raccolta di capitale a supporto dei futuri investimenti, all’ottenimento dell’approvazione del prospetto di collocamento da parte della Consob, con ipotesi di listing su Borsa Italiana a valle del collocamento, con un primo target di raccolta per 500 milioni.

I professionisti

Il cda di Hope è composto da Stefano Caselli (presidente), Claudio Scardovi (amministratore delegato), Francesco De Giglio, Mauro Del Rio, Nunzio Luciano, Alessandra Manuli e Lucrezia Reichlin.

Ad affiancare l’attività del board, il comitato di sostenibilità formato da Cristiana Capotondi, Bali Lawal, Anna Gervasoni, Larissa Iapichino, Carlo Ratti, Cinzia Tagliabue; un settimo membro del comitato verrà identificato nelle prossime settimane.

Due i comitati di investimento, entrambi con ruolo consultivo: competitive corporates, presieduto da Galeazzo Pecori Giraldi (chairman non esecutivo) oltre che dall’AD, con Stefania Petruccioli e Stefano Sostero (senior partner); sustainable cities, presieduto da Andrea Beltratti (chairman non esecutivo) oltre che dall’AD, con Armando Borghi, Luca Malighetti e Mirko Tironi (senior partner). Altri partner d’investimento potranno unirsi nelle prossime settimane ai due comitati.

I commenti

Claudio Scardovi sottolinea che “ogni grande crisi va interpretata come un’irripetibile opportunità. L’opportunità per l’economia e la società del nostro Paese è oggi trasformarsi guardando a un modello di sviluppo caratterizzato da sostenibilità finanziaria, sociale e ambientale, ossia un modello di capitalismo per tutti che sia inclusivo, trasparente, equo e in grado di allineare gli interessi economici di cittadini azionisti italiani con la coscienza civica”.

Stefano Caselli aggiunge che “l’Italia sta già affrontando con successo la sfida del recupero del Pil perduto a causa della pandemia. I mercati finanziari e gli investitori istituzionali sono uno strumento fondamentale di politica economica per collegare il risparmio al sistema produttivo con l’obiettivo di creare sviluppo, occupazione e benessere sociale. Hope si inserisce in questa sfida per dare supporto al capitale di crescita delle imprese, delle città e dei territori italiani, proponendosi anche come partner operativo, e non solo finanziario, di lungo termine”.

Gli advisor

Hope è stata assistita nel percorso regolatorio da Gitti & Partners, Linklaters e da KPMG.

AlixPartners ha fornito la consulenza strategica pro-bono.

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