Come da programma, lo scorso venerdì i Friedkin, attraverso la società Romolus and Romus Investments, hanno chiuso l’opa sull’As Roma, arrivando a detenere il 95% delle azioni della società capitolina. L’operazione, come era già stato spiegato da Dealflower, è finalizzata al delisting.

La prima offerta, pubblicata in data 13 giugno, prevedeva il pagamento di 0,43 euro per azione. Successivamente i Friedkin, però, hanno deciso di incrementare il corrispettivo a 0,45 euro ad azione, prolungando l’offerta fino, appunto, al 22 luglio.

Roma, parte il piano di squeeze out

Conclusasi con successo l’opa, parte dunque quest’oggi il piano di squeeze out. Questo procedimento di Borsa prevede che chi detiene il 95% del capitale di una società in seguito a un’opa volontaria, abbia il diritto di comprare le restanti azioni della target.

Terminata questa fase prenderà concretamente avvio l’operazione di delisting che, come spiegato da Calcio e Finanza, dovrebbe terminare a settembre.

I giallorossi ritorneranno una società privata

Quando verrà portato a conclusione il delisting il club giallorosso tornerà ad essere una società privata dopo 22 anni.  L’As Roma, infatti, si era quotata alla Borsa Italiana il 23 maggio 2000, operazione che consentì anche lo sbarco di numerosi campioni nella capitale. La formazione guidata da Fabio Capello si laureò poi campione d’Italia nella stagione successiva, per la terza volta nella sua storia.

Con il delisting della Roma, delle partecipanti alla prossima stagione di Serie A, restano quotate in Borsa solamente la Juventus e la Lazio.

Gli advisor

Nell’opa dei Friedkin sulla Roma, Equita Sim ha agito in qualità di intermediario incaricato del coordinamento della raccolta delle adesioni. Rothschild & Co e Morrow Sodali hanno invece operato rispettivamente come advisor finanziario dell’offerente e global information agent.

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