Il miglioramento di tutte le linee di ricavo generato dai volumi commerciali, un modello di business basato sulla rete e sulla clientela prevalentemente retail, nonché gli effetti di ripresa del mercato, spingono in alto i conti di Banca Mediolanum. Il gruppo guidato da Massimo Doris (nella foto) ha infatti registrato una crescita del 79% dell’utile netto a quota 268,7 milioni di euro, rispetto ai 150,5 milioni del primo semestre 2020.

La raccolta netta in prodotti gestiti ha contribuito a portare le commissioni ricorrenti a 698 milioni, un risultato che la banca non ha esitato a definire “record”. Il margine da interessi è pari a 129,9 milioni, in crescita del 15%, è stato fortemente sostenuto dalle erogazioni alla clientela e dal costo della raccolta retail più contenuto rispetto allo scorso anno.

Ciò che però Doris, in conferenza stampa, ha definito più “significativo” è il dato del margine operativo lordo, che ammonta a 245,3 milioni, in crescita del 27% rispetto al primo semestre del 2020, evidenziando la forte efficienza operativa del modello. “Qui si vede la vera crescita del business”, ha detto Doris. Crescita che è stata “rapida come non mai” ed è stata possibile grazie a un modello di business “incentrato prevalentemente sul retail e con una rete di consulenti finanziari sempre a disposizione dei clienti”.

L’amministratore delegato ha poi sottolineato la qualità del credito, pari a un’incidenza di crediti deteriorati netti sul totale crediti del gruppo pari allo 0,62%, nonché la solidità della banca con un Common Equity Tier 1 Ratio al 30 giugno 2021 al 21,3%, già considerando il pagamento del saldo dividendo, che viene accolto “con gioia”, di 0,753 per azione.

Crediti a quasi 2 miliardi

Il totale del patrimonio amministrato ha raggiunto 102,2 miliardi, con un incremento del 9% rispetto al 31 dicembre 2020 e del 20% rispetto al 30 giugno scorso. Tale livello è stato
raggiunto grazie al determinante contributo della raccolta netta totale e alla performance positiva dei mercati durante tutto il semestre.  Gli impieghi alla clientela retail del gruppo si attestano a 13,2 miliardi, in crescita del 9% rispetto al 31 dicembre 2020 e del 19% anno su anno. Quanto al credito erogato complessivo, Doris ha detto di “stare già superando i 3 miliardi raggiunti nel 2020”, con un +40% di crediti erogati rispetto all’anno precedente a quota 1,9 miliardi. 

I volumi commerciali ammontano a 6,66 miliardi, in aumento del 4% rispetto al primo semestre del 2020 superando il grande successo dell’iniziativa promozionale sui vincoli in conto corrente presente lo scorso anno. In particolare la raccolta netta totale è stata positiva per 4,67 miliardi, mentre la raccolta netta gestita ha raggiunto 3,30 miliardi, in consistente aumento rispetto ai 2,09 miliardi dello scorso anno.

A crescere è stata anche la rete: il numero dei Family Banker al 30 giugno 2021 è pari a 5.604 in aumento del 3% (300 persone quelle arrivate nel primo semestre) rispetto alla fine dello scorso anno, grazie ai consistenti inserimenti in organico sia in Italia sia in Spagna, mentre il totale dei clienti si attesta a 2.261.000, in aumento del 4% rispetto alla fine del 2020.

Crescita organica

Forte di questi numeri, Doris ha ribadito di voler seguire un percorso di crescita organica, escludendo ogni possibilità di unione con Mediobanca, eventualità rilanciata un report di Citi di inizio mese, o l’acquisizione di reti. Quanto a Piazzetta Cuccia, per l’ad l’ingresso di Francesco Gaetano Caltagirone nel capitale di Mediobanca è un segnale positivo per altri azionisti come Banca Mediolanum perché “se c’è voglia di entrare in questa banca vuol dire che c’è valore dentro e come azionista non posso che apprezzare”, ha detto il manager, aggiungendo poi di non voler alleggerire la quota in possesso della banca pari al 3,28%.

Riguardo al settore bancario, Doris ha detto che questo è un business dove occorre avere certe dimensioni altrimenti non si può stare stare sul mercato per via dei costi, prevalentemente di compliance e tecnologia”, pertanto “o sei una banca grande, o sei piccola ma specializzata in una nicchia di mercato oppure ti aggreghi e fai economia di scala. Le banche in difficoltà oggi sono quelle piccole o medio-piccole, ha aggiunto, spiegando che “Mediolanum non è una banca tradizionale, ha una struttura di costi diversa e continuiamo a evolverci in maniera organica”.

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