Volumi di green, social e sustainability-linked bonds di emittenti italiani rallentano, nel primo semestre del 2022, di ben il 68% rispetto allo stesso periodo del 2021: si ferma, infatti, a 7,2 miliardi di euro per un totale di 11 emissioni di cui tre green e otto sustainability-linked. Secondo l’osservatorio di SustainAdvisory e sulla base dei dati di Borsa Italiana, i settori più dinamici sono quelli delle utilities e delle infrastrutture, a conferma della necessità di accelerare il processo di decarbonizzazione tramite significativi investimenti verso la transizione. Il ‘sustainability-linked’ è ancora una volta la tipologia di bond più diffusa.

Il calo dei volumi più vistoso si è registrato nel secondo trimestre come conseguenza dell’instabilità macroeconomica causata dal conflitto russo-ucraino. Le emissioni del secondo trimestre sono state infatti solo due – quelli di Hera e A2A che hanno emesso entrambe un green bond da 500 milioni di euro – per un totale di 1,1 miliardi di euro, il livello di volumi più basso registrato negli ultimi nove trimestri. Il rialzo dei tassi di interesse e la spirale inflattiva hanno contribuito alla frenata registrata sul mercato obbligazionario Gss.

A registrare il sustainability-linked bond più alto è stato Enel Finance International, controllata da Enel, che ne ha emesso uno da 2,7 miliardi (in tre emissioni), seguita da Snam con 1,5 miliardi.

E nel resto dell’anno?

L’outlook della seconda metà del 2022 è condizionato dall’incertezza relativa all’esito e alla durata del conflitto russo-ucraino. Tuttavia, l’attuale tendenza negativa potrebbe essere parzialmente mitigata dalle misure previste dal piano straordinario della Commissione europea, RepowerEu, per allentare la dipendenza dell’Europa dalle forniture di carburanti fossili russe accelerando la penetrazione delle energie rinnovabili, la diversificazione delle fonti energetiche e gli investimenti in efficienza energetica.

La Commissione propone di aumentare l’obiettivo dell’Ue per il 2030 per le energie rinnovabili dall’attuale 40% al 45%. Il piano RepowerEu porterebbe la capacità totale di generazione di energia rinnovabile a 1.236 gigawatt entro il 2030, rispetto ai 1.067 gigawatt entro il 2030 previsti dal piano ‘Fit for 55’ per il 2030 anche grazie a nuove normative e raccomandazioni per una più rapida autorizzazione dei progetti relativi a energie rinnovabili nelle a basso rischio ambientale.

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