Le misure del governo guidato da Governo Draghi introdotte nel 2022 contro il rincaro dei prezzi a favore di famiglie e imprese sono pari a 52 miliardi di euro. Una cifra pari a 3 punti percentuali di Pil, e che include anche i 17 miliardi di euro previsti dal decreto Aiuti bis, approvato nelle settimane scorse. A segnalarlo è l’Ufficio Studi della Cgia di Mestre.
“Assieme al boom delle presenze turistiche, alla ripresa degli investimenti, in particolar modo nel settore delle costruzioni, e al buon andamento delle esportazioni, le misure di contenimento dell’inflazione hanno garantito al Paese, almeno nella prima parte di quest’anno, un discreto risultato economico che pochi avevano previsto” spiega Paolo Zabeo, coordinatore dell’ufficio studi Cgia.

Senza aiuti dal governo Draghi inflazione al 10%

Provvedimenti come la riduzione degli oneri di sistema sulle bollette di luce e gas, la riduzione dell’Iva sul gas per usi civili, i crediti di imposta sulle bollette energetiche delle imprese, la riduzione delle accise sui carburanti, il bonus da 200 euro per i redditi fino a 35mila euro hanno frenato il caro vita solo in parte (+8% per cento in un anno).
Tuttavia, sono stati determinanti per mantenere la spinta inflazionistica sotto la soglia del 10 per cento. “Si poteva fare meglio e di più -continua Zabeo-. Tuttavia, in una fase di grave incertezza politica e con una guerra alle porte, il risultato ottenuto non va assolutamente disprezzato. Ricordiamo, altresì, che questi 52 miliardi di spesa corrente non andranno ad aumentare il deficit pubblico”.
draghi

Bene le entrate, ma le grandi imprese energetiche hanno eluso il fisco

Grazie alla crescita del Pil e agli effetti dell’inflazione, nei primi sei mesi dell’anno le entrate tributarie e contributive del Paese sono cresciute di 39 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, secondo quando comunicato dal ministero dell’Economia e delle Finanze stesso il 16 agosto scorso.
L’incremento poteva essere ancor più significativo se le grandi imprese energetiche non avessero adottato un comportamento fiscale elusivo che, finora, è costato all’erario un mancato gettito di poco superiore ai 3 miliardi di euro.
Dei 4,2 miliardi di euro attesi entro il 30 giugno scorso, con la prima rata del contributo straordinario sugli extraprofitti imposto nei mesi scorsi dal Governo Draghi, lo Stato ha incassato poco meno di 1 miliardo. Se la nuova norma per recuperare queste mancate entrate inserita nel decreto Aiuti bis non avesse effetto, l’erario potrebbe perdere quest’anno oltre 9 miliardi dei 10,5 previsti con l’introduzione di questa tassazione sugli extraprofitti.

In arrivo un autunno “molto complicato”

In vista del prossimo autunno sono molte le nubi minacciose che si stanno addensando sul nostro Paese: “Le incognite che gravano sulla nostra economia sono molto ‘allarmanti’ -conclude Zabeo-. Il caro energia, l’esplosione dei prezzi, gli sviluppi della guerra in Ucraina e una possibile recrudescenza del Covid stanno turbando la serenità di famiglie e imprese. Anche per poter affrontare con determinazione queste criticità è auspicabile che dalle urne del prossimo 25 settembre esca una maggioranza ampia e solida in grado di esprimere un esecutivo autorevole che  traghetti il Paese fuori da questo momento così complicato”.

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