L’ora X si avvicina. Giovedì l’inflazione negli Stati  Uniti certificherà se il picco è davvero alle spalle oppure no (in questo senso Jerome Powell non si è esposto sulle future politiche monetarie della Fed al simposio di Stoccolma). Venerdì via libera alle trimestrali, con Jp Morgan, Bank of America, Wells Fargo e Citi. L’attesa è una contrazione media del 2% degli utili per azione delle società dello S&p500.

Spiega Andrea De Gaetano, analista indipendente:  “Se venisse confermata questa stima sarebbe il primo trimestre di calo dell’eps dal terzo trimestre del 2020. I sei principali istituti di credito e investment banks dovrebbero riportare assieme 28 miliardi di utili, ma questa stima rappresenta una flessione del 15% rispetto all’anno precedente”. Non solo. Sarebbe il primo chiaro indizio di una recessione imminente negli Stati Uniti.

In generale questo inizio 2023 vede gli indici internazionali in sostanziale rialzo, le borse asiatiche in primis, e più di Wall Street, si muovono in maniera corale, con Hong Kong ai massimi da luglio e Shenzhen al top da settembre. Anche l’Europa si muove positiva: da inizio anno il guadagno oscilla tra il 5% e il 6%. Nella seduta odierna Piazza Affari aggiorna a sua volta i livelli più alti mai raggiunti da marzo 2022. Dopo un’ora è sulla parità, a 25.364 punti. Francoforte e Parigi salgono dello 0,3%, rispettivamente a 14.821 punti e 6.890 punti.


Grf Ftse Mib by Borsa Italiana

Spread, nuovo ribasso. Ftse Mib, utility in rally

Lo spread scende ancora: 190 punti base, con il rendimento dei Btp che oscilla sul 4,2%. La prima tranche della nuova emissione a 20 anni è stata ben accolta dal mercato. L’importo emesso è stato pari a 7 miliardi di euro. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,606 corrispondente a un rendimento lordo annuo del 4,5%, con scadenza il primo settembre 2043, godimento primo settembre 2022 e tasso annuo del 4,45%, pagato in due cedole semestrali. Il regolamento dell’operazione è fissato per il 17 gennaio. Visto il buon esito, può proseguire l’opera del Tesoro nell’allungamento della vita media dei titoli di Stato italiano.

Guardando al Ftse Mib, utility in rally, con A2A che guadagna l’1,6% ed Hera l’1,4%. Su anche Nexi, +1,4%, e Tenaris, +1,3%. Forti vendite su Saipem, -3,8%, su cui pesano prese di beneficio dopo i rialzi di inizio anno e di fine 2022 (da settembre +125%) e Amplifon, -2,2%, e Buzzi Unicem, -1,5%. Ancora nessuna convocazione ufficiale per Tim, +0,7%, con il governo e gli azionisti. Si parla però di un bivio: vendita dell’asset o scissione societaria. Da segnalare Iveco, +0,7%, perché la divisione difesa del gruppo ha siglato il contratto per la fornitura di 36 veicoli blindati e anfibi in versione trasporto truppa alla Marina Militare Italiana.

Materie prime: oro e petrolio

Mercoledì i futures del greggio Wti sono scesi sotto i 75 dollari al barile, registrando comunque un avanzamento di quattro giorni dopo che i dati dell’American Petroleum Institute hanno mostrato che le scorte di greggio statunitensi sono aumentate di ben 14,9 milioni di barili la scorsa settimana, sfidando le aspettative di un calo di 2,4 milioni di barili. Gli investitori erano anche preoccupati per l’inasprimento delle condizioni finanziarie che potrebbe far precipitare l’economia globale in recessione, danneggiando la domanda di energia. Il miglioramento delle prospettive della domanda in Cina ha continuato a sostenere i prezzi del petrolio.
Da segnalare l’oro, scambiato intorno a $ 1.880 l’oncia, oscillando vicino ai livelli più alti degli ultimi otto mesi mentre gli investitori attendono i dati chiave sull’inflazione negli Stati Uniti che potrebbero fornire nuovi indizi sul percorso di inasprimento della Federal Reserve.

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