Cinquanta punti base a giugno. Altri cinquanta a luglio. Jerome Powell non ha usato giri di parole nel suo intervento durante un incontro organizzato dal Wall Street Journal. Il rialzo dei tassi continuerà fino a che l’inflazione non comincerà a scendere. In un contesto normale le borse internazionali avrebbe potuto reagire con vendite massicce. Tuttavia l‘austerità monetaria da parte della Federal Reserve è già stata abbondantemente scontata dai mercati. Quelli europei in particolare cercano di consolidare i recenti massimi frutto del rimbalzo avviato il 10 maggio scorso.

Non solo Usa: anche l’inflazione Uk spaventa

E intanto aspettano il nuovo dato dell’Eurozona che verrà pubblicato in tarda mattinata. La prima, seppur lieve, flessione negli Stati Uniti e in Italia per il mese di aprile potrebbe essere un indizio che il picco è passato. Questo però non vale per il Regno Unito:  +9% (grafico sotto), superiore di due punti percentuali rispetto alla rilevazione precedente. Si tratta del valore più alto mai raggiunto negli ultimi 40 anni.

Wall Street, inversione in vista?

E’ interessante quello che sta accadendo sull’azionario in quest’ultimo periodo. Guardando a Wall Street, nell’ultima settimana si è verificato il più grande esodo di capitali del 2022. L’S&P500 ha subito un calo del 17,54% nei primi 91 giorni di negoziazione del 2022, la peggior performance dal 1932 ad oggi.  Tuttavia, come spiega Marco Oprandi (nella foto), Head of Cross Asset Solutions di Cirdan Capital: “Questa performance negativa del mercato Usa sta suscitando l’interesse di molti investitori, attratti proprio da questi ribassi. Il volume di capitali investiti sull’S&P500 sta aumentando, per un valore di 1,4 trilioni di dollari acquistati sugli Etf legati al principale indice americano, con un prezzo medio di entrata relativamente all’indice pari al livello 4.163 nelle ultime 74 settimane. Mentre i disinvestimenti sono pari a 34 miliardi, un numero decisamente inferiore rispetto ai flussi di cassa in entrata”.

Aggiunge l’analista: “L’S&P500 potrebbe non essere ancora ‘capitolato’. C’è la possibilità nel breve termine di un ulteriore ribasso, pari circa al 10% rispetto al prezzo medio di 4.163, quindi in area 3.800. Qui dovrebbe riprendere forza la propensione all’acquisto, determinando un eventuale rialzo dell’indice, con punto d’arrivo per la fine dell’anno in area 4.300-4.500″.

Borse piatte, a Piazza Affari bene Prysmian, Hera. Nuovo bond per Cnh

L’avvio del Vecchio Continente è contrastato: Piazza Affari resta sostanzialmente ferma (+0,02%) a 24.300 punti (grafico sotto). Situazione simile per Parigi (-0,04%) a 6.429 punti. Più performante Madrid, che sale dello 0,4% a 8.511 punti. Francoforte è la più debole: -0,1% a 14.171 punti.

Prysmian ed Hera sono i titoli migliori in apertura, guadagnano rispettivamente l’1,8% e l’1,1%. Segue Cnh Industrial, che sale dello 0,8% dopo l’annuncio dell’emissione obbligazionaria Senior Unsecured a tre anni. Scade nel maggio 2025, cedola semestrale. Il gruppo ha definito pricing e importo di 500 milioni di dollari. Vendite su Leonardo (-1,4%), Diasorin e Mediobanca (-1,2%).


Fonte: Borsa Italiana

Bitcoin, nuova rottura al ribasso dei 30.000 $

Sul fronte delle materie prime il petrolio resta stabile in area 113 dollari al barile, con il Wti leggermente più apprezzato del Brent. Il Natural Gas americano aggiorna i massimi dal 5 maggio scorso a 8,4 dollari per Mmbpu mentre i futures sul gas Ttf rimbalzano dal livello più basso in oltre un mese attorno ai 95 euro per megawattora, supportati dall’incertezza sulle forniture russe. La Commissione Ue ha affermato che gli acquirenti possono aprire un conto in euro o dollari solo a Gazprom. L’utilizzo dei rubli violerebbe le sanzioni imposte a causa dell’invasione russa in Ucraina. Piatto l’andamento di oro (1.814 $ l’oncia) e argento (21,6 $) mentre il bitcoin ha nuovamente rotto al ribasso i 30.000 dollari, cedendo oltre il 2%. Molti analisti tecnici vedono un ampio testa spalla ribassista (grafico sotto) come figura tecnica sul grafico della criptovaluta che potrebbe indurre a pensare un nuovo, fortissimo calo, anche a ridosso dei 10.000 $.

Sterlina, alta volatilità tra disoccupazione e inflazione

Rimbalza il dollaro dopo 3 sedute deboli: il dollar index viaggia a 103,58 punti e guadagna lo 0,28%. Euro Dollaro si assesta in area 1,052 mentre la sterlina conferma l’alta volatilità espressa alla vigilia, dove rispetto al biglietto verde si era apprezzata di oltre un punto percentuale grazie al dato della disoccupazione (mai così bassa dagli anni 70). L’inflazione al top negli ultimi 40 anni cancella la metà degli acquisti registrati la scorsa seduta: -0,7% a 1,24.

Spread stabile, decennale Usa accarezza il 3%

Sul fronte dei rendimenti dei titoli di stato, mostrano di nuovo i muscoli bund e t-note. Il decennale tedesco oltrepassa l’1% di rendimento mentre il treasury Usa a 10 anni raggiunge il 2,99% spinto dalle parole di Powell. Btp a 2,94% con spread stabile in area 190 punti.

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