E’ scoppiata l’insurtech-mania. Tradizionamente lento nell’adottare nuove soluzioni tecnologiche, il settore assicurativo sta accelerando in modo violento sul fronte dell’innovazione.

Secondo quanto riporta PitchBook nell’ultimo report Emerging Tech Research, nel secondo trimestre di quest’anno le società insurtech hanno incassato 4,5 miliardi di dollari in 160 round di finanziamento, con un balzo del 109,6% in termini di controvalore rispetto ai tre mesi precedenti.

Si tratta del nuovo massimo storico fatto segnare dal settore, sia in termini di numero di deal, sia guardando al controvalore.

Tra i round di finanziamento più corposi vanno citati quelli riguardanti wefox
(650 milioni di dollari), Collective Health (280 milioni), Extend (260 milioni), Alan (219,4 milioni), Ethos (202 milioni) e The Zebra (150 milioni).

La mediana della valutazione pre-money delle insurtech in fase early stage è balzata del 39%, a 33,1 milioni di dollari. Il dato si confronta con 23,8 milioni di dollari dell’intero 2020.

La mediana della valutazione delle imprese in fase late stage è letteralmente schizzata alla stelle: +233%, a 250 milioni di dollari.

Altro massimo storico l’ha fatto segnare il controvalore delle exit. A trainare la performance è stato il collocamento borsistico di Bright Health, operazione da 924 milioni di dollari, che ha valutato la società oltre 11 miliardi.

Il report segnala anche l’acquisizione di Brand New Day da parte di ASR
Nederland, un deal targato Paesi Bassi. E sottolinea come le quotazioni già annunciate di Policybazaar ed Health IQ preludano a un’attività di exit borsistica delle insurtech molto intensa anche nella seconda parte dell’anno.

Leggi l’approfondimento di Dealflower sugli investimenti insurtech nel 2020

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