Intesa Sanpaolo punta sulla tecnologia e tramite la Neva Sgr, il venture capital del gruppo, ha lanciato un nuovo fondo di investimento, Neva First Italia, per investire in società italiane ad alto contenuto tecnologico, deeptech e fintech, in fase di crescita ed espansione.

A sottoscrivere il fondo al 100% è stata Cdp Venture Capital sgr tramite il fondo di fondi FoF VenturItaly e il fondo di coinvestimento Mise per un investimento di 10 milioni di euro.

Neva First Italia affiancherà il fondo Neva First, creato da Intesa ad agosto del 2020 che ha già investito oltre 60 milioni su startup sia italiane sia internazionali, e si focalizzerà, come spiegato dal nome, sulle realtà del territorio. Key man del fondo saranno Mario Costantini (nella foto), ceo di Neva sgr, e Antonio Chiarello

Intesa e il venture capital

Neva Sgr gestisce fondi per investitori interessati alle opportunità di diversificazione e di alto rendimento offerti dal venture capital, attraverso investimenti in startup innovative, tecnologiche e sostenibili sia in Italia che all’estero.

L’sgr, controllata al 100% da Intesa Sanpaolo Innovation Center, la società del gruppo dedicata all’innovazione, era stata lanciata nell’agosto 2020 con un closing parziale della raccolta a 150 milioni di euro annunciato lo scorso giugno e al momento conta una dotazione di 200 milioni (il target è fissato a 250 milioni entro fine 2022) di cui 50 milioni sono stati sottoscritti da quattro fondazioni bancarie (Compagnia di San Paolo, Cariparo, Carifirenze, Carilucca) e altri 100 milioni sono stati messi a disposizione dalla stessa Intesa.

Neva sgr nasce dalle ceneri di Neva Finventures, lanciata nell’aprile 2016 per investire in aziende del fintech che potessero avere anche una sinergia con l’attività della banca, dalla quale erano state trasferite quasi tutte le partecipazioni a Neva First, con due eccezioni che sono state portate direttamente sotto il controllo della capogruppo Intesa Sanpaolo: la partecipazione nella piattaforma di equity crowdfunding BackToWork e quella nel salvadanaio digitale, Oval Money, poi entrato in crisi e rilevato da Guru Capital lo scorso maggio.

La prima operazione di Neva First, annunciata dopo il closing parziale di giugno, era stata l’investimento di 5 milioni di euro nel round da 33 milioni complessivi raccolto lo scorso luglio da V-Nova, scaleup attiva nella compressione dei flussi di dati video e immagini. A oggi il fondo ha in portafoglio 12 partecipazioni e risulta investito per 50 milioni di euro.

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