In crowdfunding su Opstart, Iride Acque ha raccolto oltre 600 mila euro in poche ore. Pmi innovativa che promuove il riutilizzo dei reflui industriali tramite la depurazione delle acque di scarto, la società è attiva in un mercato che vale 90 miliardi di dollari e tramite una tecnologia brevettata è in grado di trasformare un processo estremamente costoso in un obiettivo alla portata di tutte le aziende interessate a operare in modo etico, sostenibile e senza costi esorbitanti.

Crowdfunding ma non solo: Iride Acque acquisisce BiEmme Engineering

Iride Acque userà i fondi raccolti nella campagna attiva su Opstart per crescere, sia internamente, investendo nel potenziamento della struttura commerciale, dei canali di vendita e dell’attività di marketing, sia mediante acquisizioni. La Pmi sta creando una rete di Water Manager in grado di aiutare i propri clienti nella gestione della risorsa acqua a 360°. In questa direzione va l’acquisto della maggioranza della BiEmme Engineering, conclusosi qualche giorno fa. Un’acquisizione che permette a Iride Acque di entrare anche nel mercato dei trattamenti dell’acqua potabile per le industrie.

Nel prossimo futuro l’obiettivo di Iride è di aprire la sua attività in nuovi mercati, non solo in Europa ma anche in Cina, India e Usa, puntando a una crescita importante sia in termini di fatturato sia di utile.

Economia circolare al quadrato

Il cuore della tecnologia brevettata di Iride Acque è un catalizzatore che viene prodotto a partire da materiali di scarto ricavati dalle pile esauste, comunemente usate nella vita quotidiana. Partendo da materiali che altrimenti finirebbero in discarica, si produce un oggetto altamente tecnologico in grado di depurare i reflui industriali: praticamente economia circolare al quadrato. Ecco perché Iride Acque è una Pmi innovativa e una benefit company: chi investe nell’azienda  ha l’opportunità di fare impact investing, e di accedere agli sgravi fiscali previsti per Legge.

Sottolinea Monica Casadei, ceo e co-founder di Iride Acque (nella foto): “Quello della depurazione delle acque industriali è sempre stato un percorso difficile, perché mancavano tecnologie realmente efficaci. Ci siamo concentrati sui punti deboli delle tecnologie che conoscevamo già, riuscendo a proporre una soluzione nuova, altamente efficiente, a prezzi accessibili perché permette di costruire impianti che occupano poco spazio. Tutti i sistemi di trattamento dei reflui sono completamente automatizzati e per il loro acquisto è possibile ottenere le agevolazioni previste nel Piano di Transizione 4.0”.

Un mercato che vale 90 miliardi di dollari

Iride Acque opera nel settore del trattamento delle acque industriali, che vale circa 90 miliardi di dollari a livello mondiale, 7 miliardi a livello europeo e 1,3 miliardi nel nostro Paese (fonte: Centro studi di Ubs). Un comparto che ha un tasso di crescita superiore al 10% annuo: assieme al settore della dissalazione, il trattamento dei reflui industriali è uno di quelli a maggiore crescita nel più ampio mercato dell’acqua (che vale globalmente 620 miliardi di dollari).

L‘indice S&P Global Water (riferito alle 50 maggiori aziende che a livello mondiale si occupano di acqua) segna un +1,20% e la sua tendenza è in crescita costante da ben 10 anni. Tra le realtà industriali che si affidano a Iride Acque: Mutti, Iren e la Tintoria Emiliana collegata al gruppo Moncler.

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