In un’epoca di intensa competizione nel settore bancario, le istituzioni finanziarie, grandi e piccole, stanno adottando strategie di fusioni e acquisizioni per accelerare la crescita, ampliare la propria presenza di mercato e rafforzare la competitività. Con una media di 400 transazioni di M&A all’anno, e oltre 16mila fusioni negli ultimi quattro decenni, è chiaro che questa tendenza non mostra segni di rallentamento.

Una quota significativa di queste operazioni coinvolge entità più piccole, con il 35% degli acquirenti e il 71% dei venditori che gestiscono meno di un miliardo di dollari in asset. Ma con il 72% dei dirigenti M&A del settore che anticipano un’escalation delle attività nell’anno a venire, la necessità di un approccio strategico e tecnologicamente avanzato è più impellente che mai.

Nel contesto di fusioni e acquisizioni non adeguatamente preparate, le banche spesso persistono nell’utilizzo delle loro infrastrutture It monolitiche, trovandosi di fronte sfide molto ardue. Queste architetture generano una divisione tra i sistemi front-end e back-end, con conseguente mancanza di coesione e comunicazione tra le due componenti, portando alla formazione di silos informativi che impediscono una gestione efficace e integrata dei dati e influenzando negativamente l’esperienza del cliente che riceve un servizio frammentato e non facilmente accessibile da tutti i punti di contatto. Questa situazione può gravemente ostacolare le sinergie post-M&A e ridurre la fedeltà dei clienti, danneggiando la reputazione dell’istituto bancario. Una ricerca di J.D. Power and Associates rileva che i clienti sono tre volte più inclini della norma ad abbandonare la loro banca se l’esperienza durante il processo di M&A risulta deficitaria.

 

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Affrontare questi ostacoli richiede una pianificazione meticolosa e un’adozione tempestiva di soluzioni It moderne, capaci di offrire un’esperienza cliente omnicanale, che integri fluidamente i vari canali e processi. Il momento dell’integrazione di sistemi di origine diversa rappresenta l’opportunità ideale per avviare una trasformazione architetturale che elevi l’esperienza cliente attraverso un’evoluzione della tecnologia e dei processi che mettano il cliente al centro.

Con le spese It che assorbono anche il 15% dei costi totali di una banca, l’urgente necessità di ottimizzare e aggiornare l’infrastruttura tecnologica diventa evidente non solo per ridurre le spese, ma anche per sostenere il valore offerto ai clienti e mantenere un vantaggio competitivo. Inoltre, l’introduzione di tecnologie moderne ha un effetto positivo anche sulla gestione dei tempi che nelle operazioni di M&A è cruciale: procrastinare l’integrazione architetturale può estendere inutilmente il processo, sottraendo risorse che potrebbero essere invece impiegate in maniera più produttiva.

L’analisi dei fondamenti dell’architettura It nel settore bancario sottolinea la necessità di adottare uno dei tre approcci strategici principali.

Lo sviluppo di architetture indipendenti: questa strategia prevede la modernizzazione del livello di banking digitale mediante l’introduzione di molteplici punti di integrazione distribuiti su due distinte strutture aziendali preesistenti. L’obiettivo è di ottimizzare le piattaforme attuali pur mantenendole separate, per permettere una transizione graduale e controllata.

La modernizzazione e armonizzazione: questo approccio si concentra sulla creazione di un’esperienza bancaria digitale omogenea e all’avanguardia per i clienti, facilitata da sistemi interconnessi. L’intento è di amalgamare le operazioni e i servizi in un ecosistema integrato che promuova l’efficienza e l’innovazione attraverso la convergenza tecnologica.

L’implementazione di un modello best-of-breed unificato: questa metodologia ambisce alla costruzione di un nuovo sistema integrato front-to-back, inaugurando un’architettura agile e minimale che incorpora le migliori funzionalità di entrambe le realtà aziendali coinvolte nella fusione. Cruciale, in questo scenario, è l’unificazione dei team tecnici in una singola unità cross-funzionale che funga da pilastro per l’innovazione e la crescita congiunta.

Ciascuno di questi percorsi richiede un’attenta considerazione della sinergia tra tecnologia e obiettivi aziendali, garantendo che ogni iniziativa di trasformazione digitale rafforzi sia l’agilità operativa che l’esperienza cliente.

In un contesto complesso e in rapida evoluzione, il supporto strategico di aziende specializzate come Backbase assume un ruolo critico, facilitando l’integrazione tecnologica efficace e l’ottimizzazione dell’esperienza cliente, qualsiasi sia l’approccio scelto.

 

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Sull’autore

 Alessandro Fragapane, country manager di Backbase in Italia

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