Italmobiliare, la holding di investimento che fa capo alla famiglia Pesenti e quotata a Piazza Affari, chiude un primo semestre con un nav di 1,97 miliardi, in contrazione rispetto ai 2,08 miliardi di fine 2021 dopo la distribuzione di 59,2 milioni di cedole e il pagamento di imposte per 21 milioni.

Quanto alle portfolio companies, il nav è invece cresciuto a 1,27 miliardi, soprattutto “per effetto dell’acquisizione di Bene Assicurazioni”, mentre il nav delle quote di fondi di private equity è passato da 189 a 217 milioni (11% del totale), spiega la società d’investimento nei risultati semestrali.

Ricordiamo che a fine giugno il portafoglio di Italmobiliare comprendeva quote nei fondi gestiti del gruppo controllato Clessidra, cioè Clessidra Capital Partners 3, Clessidra Capital Partners 4, Clessidra Restructuring Fund e Clessidra Private Debt, oltre che nei fondi internazionali BDT Fund II e III, Isomer Capital I e II e Isomer Capital Opportunities, Connect Ventures III e IV, Iconiq IV e V, Lindsay Goldberg Fund V, Lauxera, Expedition e 8-Bit.

Le partecipate

Nel dettaglio delle controllate, l’aggregato pro-forma dei ricavi di queste società ha raggiunto quota 843,8 milioni di euro (64,5% del nav), in crescita del 19% dai 707,5 milioni del primo semestre del 2021, mentre il margine operativo lordo si è attestato a 93,8 milioni di euro, in contrazione del 25% dai 125 milioni dello stesso periodo del 2021.

In particolare la crescita dei ricavi più pronunciata si è registrata per Officina del Profumo Santa Maria Novella (+61%) e per Casa della Salute (+32,8%), mentre la diminuzione più pronunciata del mol si è registrata per Italgen (-89,9%) e per Tecnica Group (-43,6%). Nei primi sei mesi, inoltre, il nav per azione è stato pari a 46,71 euro (-2,29% rispetto al 31 dicembre 2021), inclusivi della distribuzione di dividendi complessivi pari a 1,4 euro per azione.

L’ebitda delle portfolio companies del periodo in esame si è attestato invece a 93,8 milioni (-25% rispetto allo stesso periodo 2021). Il patrimonio netto a fine giugno si è leggermente ridotto a 1,3 miliardi. A livello consolidato, l’utile netto di periodo è di 10,3 milioni, in contrazione dai 117,4 milioni riportati a fine giugno 2021. Il risultato della spa è invece in crescita a 55,7 milioni e si confronta con un utile di 41,7 milioni conseguito nell’analogo periodo di raffronto dello scorso anno.ò Per quanto riguarda la posizione finanziaria netta, infine, è risultata pari a 220,7 milioni a fine giugno, quella al 31 dicembre 2021 si era attestata invece a 337,5 milioni.

“Anche in un contesto di perdurante elevata incertezza, i dati del primo semestre di quest’anno sono sostanzialmente in linea con il budget, fatto salvo l’eccezionale siccità che ha impattato sui risultati di Italgen – ha commentato il consigliere delegato Carlo Pesenti (foto), e confermano il valore di portafoglio ampiamente diversificato, caratterizzato da una gestione proattiva e organica dei rischi, implementazione degli standard più elevati nelle procedure di governance aziendale e stringente disciplina finanziaria”.

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