La Procura di Torino ha inviato al giudice delle indagini preliminari la richiesta di rinvio a giudizio per l’ex presidente della Juventus, Andrea Agnelli, e altri 12 soggetti indagati nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità nei bilanci del club bianconero e sulle plusvalenze considerate “artificiali” dagli inquirenti.

È quanto confermano a Dealflower fonti legali che precisano come nell’elenco delle richieste di rinvio a giudizio non figurano gli ex componenti del collegio sindacale e cioè Silvia Lirici, Nicoletta Paracchini e Paolo Piccatti.

Oltre ad Agnelli il rinvio a giudizio è stato chiesto per Pavel Nedved, Fabio Paratici, Marco Re, Stefano Bertola, Stefano Cerrato, Cesare Gabasio, Maurizio Arrivabene, Francesco Roncaglio, Enrico Vellano, Stefania Boschetti e Roberto Grossi.

Da quanto si apprende i reati contestati riguardano il falso in bilancio, l’aggiotaggio, l’ostacolo alla vigilanza Consob e le false fatturazioni.

A questo punto, come previsto dall’iter, bisognerà aspettare che il Gip si pronunci sul rinvio a giudizio. Nel caso in cui i soggetti indagati verranno processati la palla passerà al Gup che dovrà fissare la data per l’udienza preliminare.  La sensazione è che i tempi non saranno brevi.

Plusvalenze in buona fede

Sulla questione delle plusvalenze la Juventus potrebbe essere stata in buona fede. È quanto emerge, secondo l’Ansa, dalle motivazioni della decisione con la quale Ludovico Morello, il gip del Tribunale di Torino, lo scorso 12 ottobre ha respinto le richieste di misure interdittive per Andrea Agnelli e altri indagati dell’inchiesta sui conti della società bianconera.

Alla luce degli atti disponibili in quel momento, il giudice scrive che, se la Juventus si è davvero attenuta alla prassi standard, “risulterebbe difficile ipotizzare un discostamento consapevole, e quindi in definitiva doloso, dai corretti criteri di contabilizzazione delle poste”. Per Morello era comunque opportuno “un accurato approfondimento”.

Tuttavia il gip, nelle motivazioni dello scorso 12 ottobre, sottolinea che le modalità con cui sono state portate avanti dalla Juventus le cosiddette manovre stipendi del 2020 e del 2021 si possono considerare “certamente illecite”, al punto che “si condivide con la pubblica accusa la sussistenza di gravi indizi”. Il giudice, inquella occasione, ha però respinto le richieste di misura cautelare presentate dalla procura per mancanza di rischio di reiterazione del reato: le ‘manovre’ – si legge- erano legate all’emergenza covid e quindi a un “periodo storico non più attuale”.

La Uefa apre una indagine

Intanto la Prima Camera del Cfcb ha aperto un’indagine formale sulla Juventus per potenziali violazioni delle norme sulle licenze per club e sul fair play finanziario. L’indagine si concentrerà sulle presunte violazioni finanziarie che sono state recentemente rese pubbliche a seguito del procedimento condotto dalla Consob e dalla Procura di Torino.

Nel dettaglio, si legge in un comunicato, il 23 agosto 2022, la Prima Camera Cfcb aveva concluso un accordo transattivo con il club bianconero. Questo accordo transattivo era stato definito sulla base delle informazioni finanziarie precedentemente presentate dal club per gli esercizi finanziari chiusi nel 2018, 2019, 2020, 2021 e 2022.

Nel caso in cui, dopo la conclusione di questa indagine, la situazione finanziaria del club fosse significativamente diversa da quella valutata dalla Prima Camera Cfcb al momento della conclusione dell’accordo transattivo, o nel caso in cui emergessero o si venisse a conoscenza di fatti nuovi e sostanziali, la Prima Camera Cfcb si riserva il diritto di rescindere l’accordo transattivo, di intraprendere qualsiasi azione legale che ritenga appropriata e di imporre misure disciplinari in conformità con le Norme procedurali Cfcb Uefa applicabili.

La Prima Camera del Cfcb collaborerà con le autorità competenti nazionali e non rilascerà ulteriori commenti sulla questione mentre l’indagine è in corso.

 

 

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