Kedrion ha emesso un prestito obbligazionario senior secured da 410 milioni di euro, scadenza 15 maggio 2026, a un tasso del 3,375%.

Scopo dell’emissione, si legge in un comunicato, è il parziale rifinanziamento del debito in essere. I proventi saranno utilizzati per rimborsare alcune linee di credito esistenti. Nonché, per 150 milioni di euro, per finanziare il riacquisto di parte delle obbligazioni emesse nel luglio del 2017 al 3%. Su questi bond Kedrion aveva lanciato il 23 aprile scorso un’offerta di riacquisto, al prezzo di 103 euro per titolo.

Kedrion è controllata dalla famiglia Marcucci e partecipato al 24% da FSI Sgr e al 25,06% da FSI Investimenti, holding controllata al 77,1% da Cdp Equity e al 22,9% dalla Kuwait Investment Authority.

Il gruppo, inoltre, ha annunciato la stipula di nuove linee di credito per complessivi 240 milioni di euro, tra cui due linee in scadenza nel 2026 per complessivi 140 milioni, e due revolving facilities per complessivi 100 milioni.

Le banche del collocamento

Il collocamento è avvenuto sotto la regia di BNP Paribas e JP Morgan, joint bookrunner e global coordinator, assieme a Credit Agricole, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Natixis. I bond sono quotati all’Irish Stock Exchange di Dublino.

Gli advisor

White & Case ha assistito le società del gruppo Kedrion per tutti gli aspetti di diritto statunitense, inglese e italiano. Il team di White & Case è guidato dai partner Michael Immordino (Londra e Milano – nella foto), Iacopo Canino (Milano) e James Greene (Londra). Ne hanno fatto parte i partner Gregory Owens (New York) e Chad McCormick (Houston), insieme agli associate Robert Becker, Bianca Caruso, Pietro Magnaghi, Luca Misseroni, Emma Lo Re (tutti dell’ufficio di Milano), Andrew Bayer e Kyle Ezzedine (entrambi dell’ufficio di New York).

Linklaters ha assistito le banche, con un team guidato dalla partner Claudia Parzani e dalla counsel Linda Taylor. Il team è composto dai managing associate Diego Esposito e Marco Carrieri e dall’associate Sara Giugiario, per gli aspetti banking, e dal partner Roberto Egori, dal counsel Fabio Balza e dalla managing associate Eugenia Severino, per gli aspetti tax. Il partner Alek Naidenov, coadiuvato dal senior associate Matthew Dominy e dall’associate Adriana Perez Cavazos, ha seguito i profili di diritto dello stato di New York per conto degli initial purchasers in relazione all’emissione high yield.

Gli aspetti fiscali dell’operazione sono stati seguiti dallo studio Tremonti Romagnoli Piccardi e Associati. Lo studio ha agito con un team composto dal partner Lorenzo Piccardi, dall’associate partner Matteo Porqueddu e dall’associate Mattia Merati, quanto ai profili di diritto italiano.

White & Case, con un team composto dal socio Chad McCormick (Houston) insieme all’associate Kyle Ezzedine (New York), ha seguito i profili di diritto statunitense.

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