Lexia Avvocati sta raccogliendo ulteriori adesioni all’iniziativa legale nei confronti di Binance, l’exchange di criptovalute più grande al mondo per volumi di trading (di cui Dealflower aveva analizzato le peculiarità in questo articolo). Lo studio, durante una conferenza stampa, comunica che si sta preparando a intraprendere nuove azioni in caso di mancata risposta da parte della società.

Nel dettaglio, mentre inizialmente le richieste di adesione provenivano soltanto da investitori italiani e svizzeri, allo stato lo studio è in contatto con investitori provenienti da molteplici giurisdizioni, europee e non europee – incluso Canada, Australia, Sud Africa, Messico, Singapore. In concreto, quindi, moltissimi altri clienti si stanno unendo alla class action.

Michele Ficara Manganelli, Founder & Director di Swiss Blockchain Consortium, fa notare che anche investitori minori stanno lamentando disservizi: “In Italia si contano circa 30mila persone iscritte al gruppo telegram Binance, di questi 1000 fanno parte di una categoria che si è rivolta a noi. Ovvero investitori istituzionali di un certo calibro. Ma sempre più persone si aggiungono alla class action“.

La class action, dall’inizio  

La class action nasce dopo che in alcune giornate di grande volatilità, gli utenti avevano contestato a Binance l’impossibilità di accedere ai loro contratti futures, per chiuderli oppure aumentare i collaterali a disposizione della posizione, portando alla liquidazione delle stesse. Quindi, gli investitori hanno iniziato a chiedere il risarcimento dei danni. Ad oggi, quest’ultimi evidenziano di aver subito perdite per effetto dei medesimi eventi (in particolare, la sospensione dell’operatività della piattaforma in data 19 maggio 2021) indipendentemente dal paese di provenienza. Ciò conferma che gli eventi occorsi hanno interessato un numero significativo di investitori su base globale e che l’importo delle perdite subite da questi investitori è particolarmente ingente.

Cosa dicono le autorità di vigilanza

A una settimana di distanza dall’annuncio relativo alle iniziative assunte dallo Swiss Blockchain Consortium e da Lexia nei confronti di Binance, lo scorso 15 luglio la Consob, in un comunicato, fa sapere che le società del “Gruppo Binance” non sono autorizzate a prestare servizi e attività di investimento in Italia, con particolare riferimento ai derivati su criptovalute. Il giorno successivo la Banca Centrale Lituana ha emesso un analogo comunicato in cui ha sottolineato che Binance UAB – società del gruppo Binance con sede in Lituania – non è autorizzata a prestare servizi o attività di investimento.

Le posizioni assunte dalle autorità di vigilanza europee sembrano confermare la fondatezza delle pretese avanzate dagli investitori contro Binance. La prestazione di servizi o attività di investimento in assenza di licenza è soggetta a sanzioni amministrative e penali e dà luogo alla nullità dei contratti stipulati con gli investitori, che hanno pertanto diritto alla restituzione di quanto investito e al risarcimento dei danni. L’aspettativa degli investitori è che l’ESMA e altre autorità di vigilanza europee adottino simili iniziative a tutela degli interessi di chi ha fatto affidamento sulle attività prestate da Binance in Europa in assenza delle autorizzazioni richieste dalla normativa applicabile.

Intanto Binance 

Allo stato dei fatti, Binance e i relativi dirigenti continuano però a non rispondere alle richieste di risarcimento formulate. Lo studio Lexia fa sapere di aver riceduto in data 8 luglio 2021 una mera richiesta di informazioni da un indirizzo anonimo riferibile al dipartimento legale di Binance, che tuttavia non ha avuto ulteriore seguito. Lo scorso 22 luglio 2021, invece, a fronte dell’ultima diffida inviata da Lexia in pari data, Binance ha inviato una semplice comunicazione di presa in carico della segnalazione.

Da parte sua Binance porta avanti i suoi sforzi per mantenere un dialogo con i regolatori globali introducendo limiti di prelievo e un nuovo sistema di rendicontazione fiscale. Questa settimana, infatti, la compagnia ha annunciato ufficialmente un aggiornamento significativo alle sue politiche Know Your Customer, riducendo considerevolmente l’importo massimo di prelievo per gli utenti che non hanno completato la verifica integrale dell’identità. Con effetto immediato per i nuovi account Binance, gli utenti che hanno completato solo le verifiche di base non potranno prelevare più di 0,06 Bitcoin al giorno, pari a circa 2.400 dollari al momento della stesura. In precedenza, il limite massimo di prelievo giornaliero corrispondeva a 2 BTC, ovvero circa 80.000 dollari.

Seppur l’amministratore delegato di Binance ha inoltre pubblicamente dichiarato l’intenzione di conformarsi al quadro regolamentare applicabile ottenendo le licenze a tal fine necessarie, secondo una nota di Lexia Avvocati “le misure adottate da Binance non sono tuttavia sufficienti a tutelare gli interessi degli investitori. Qualsiasi provvedimento autorizzativo concesso a Binance con riferimento alla propria operatività in Europa non potrà che essere condizionato all’integrale risarcimento degli investitori che hanno subito perdite in conseguenza della violazione da parte di Binance delle norme applicabili, tra l’altro, alla prestazione di servizi e attività di investimento“.

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