Secondo quanto scritto dal reporter Aidan Ryan su The Information, Apple avrebbe informato le startup che sarà possibile vendere Nft tramite App Store. La mossa, tuttavia, ha suscitato all’interno della comunità crypto e degli sviluppatori del settore alcune perplessità, inerenti in particolare al costo delle commissioni di vendita e alla regolamentazione delle transazioni.

Il problema dell’alto costo delle commissioni

Come previsto per tutti gli altri acquisti in app, ogni transazione Nft sarebbe gravata da una commissione del 30%, cosa che avrebbe fatto storcere il naso agli operatori del settore, disincentivandone l’avvicinamento al nuovo servizio proposto da Apple.

Secondo quanto scrive The Cryptonomist, la società guidata dal Tim Cook, sarebbe corsa ai ripari proponendo una commissione ridotta al 15% per le aziende che fatturano una cifra inferiore al milione di dollari.

Gli acquisti in-app e la perdita della disintermediazione

A non convincere la community crypto, ci sarebbero poi una serie di problematiche legate al regolamentazioni delle transazioni. Prevedendo la vendita di Nft solo come acquisti in-app, verrebbe a mancare quel principio cardine della disintermediazione su cui di fatto si fonda tutto il sistema blockchain e che alla base della compravendita di Nft.

A tutto ciò si aggiunge il fatto che, sempre secondo quanto sostenuto da the Cryptonomist, Apple prevedrebbe che le transazioni vengano effettuate in dollari oltre valute, ma non criptovalute

Ma quali sono i veri obiettivi di Apple?

Sia il già citato Aidan Ryan del The Information, che, soprattutto, il ceo di Epic Games Tim Sweeney, pensano che con questa mossa Apple punti in realtà a limitare il mercato degli Nft. Sweeney è stato molto duro a riguardo e ha twittato: “Apple sta uccidendo tutte le attività di app Nft che non può tassare, schiacciando un’altra tecnologia nascente che potrebbe rivaleggiare con il suo servizio di pagamento in-app grottescamente troppo caro. Apple deve essere fermata”.

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