La Doria si appresta a lasciare Piazza Affari e approdare nel portafoglio di Investindustrial. L’operatore di private equity guidato da Andrea C. Bonomi (nella foto di copertina) si conferma specializzato nell’acquisizione di società quotate, che hanno il vantaggio di avere un pricing determinato dal mercato.

Lo avevamo scritto nel giugno scorso: con la ripresa economica roboante del post-Covid, in un contesto in cui la liquidità è a costo praticamente zero, i delisting avrebbero registrato un’accelerazione.

Dopo le indiscrezioni pubblicate da MF venerdì scorso, il cda del gruppo attivo nella produzione di sughi, legumi e pelati per le private label ha reso noto, tramite un comunicato, “di essere stato informato dai soci riuniti nel patto di sindacato che ricomprende una partecipazione nella società pari al 63% del capitale, che sono in corso trattative con Investindustrial Investment Holdings volte alla conclusione di un’operazione straordinaria sul capitale di La Doria”.

Il prezzo delude il mercato

Investindustrial ha messo sul piatto 16,50 euro per ciascuna azione in mano ai soci del patto. Venerdì scorso il titolo aveva chiuso a 19,44 euro. Di conseguenza, stamattina La Doria perde il 12,35%, a 17,04 euro. Una volta completato il passaggio del 63% del capitale, ottenuto il via libera dell’Antitrust e il semaforo verde governativo (l’alimentare è soggetto alla normativa del golden power), il compratore promuoverà un’offerta pubblica d’acquisto sul flottante, sempre a 16,50 euro per azione.

Considerando che il capitale complessivo del gruppo è suddiviso in 31 milioni di azioni, per avere il 100% Investindustrial dovrebbe pagare 511,5 milioni. La Doria a fine 2020 aveva un indebitamento finanziario netto di 140,2 milioni. L’enterprise value del deal, dunque, ammonta a 651,7 milioni.

Il gruppo campano aggiunge che “alcuni dei soci venditori” saranno coinvotli nella gestione anche dopo la cessione.

Per consentire il completamento della due diligence e delle trattative, i soci riuniti nel patto di sindacato hanno concesso a Investindustrial un periodo di esclusiva fino al 20 ottobre prossimo, data entro la quale si prevede la sottoscrizione degli accordi di natura vincolante relativamente all’operazione.

La Doria ha archiviato il 2020 con un fatturato di 848.1 milioni di euro, di cui il 97% generato attraverso il segmento delle private label. Nel primo semestre del 2021 il fatturato si è attestato a 423,8 milioni e l’ebitda a 41,7 milioni.

Gli advisor

Gli azionisti di La Doria si sono avvalsi di Vitale & Co in qualità di advisor finanziario, dello Studio Giliberti Triscornia & Associati come consulente legale e di Ernst & Young come advisor per l’attività di financial vendor due diligence.

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