Sauditi innamorati delle aziende italiane. Nel giro di poche settimane sono stati annunciati diversi deal che vedono capitali di Riad affluire verso imprese tricolori. Si rinverdisce, dunque, un legame economico-finanziario storico, che, però,

Mohammed bin Salman 

periodicamente viene incrinato dalle dinamiche politiche. Ma il mega-piano di investimenti del Paese mediorientale rappresenta un’opportunità troppo ghiotta per non prendervi parte.

L’accordo tra Valentino Rossi e Tanal

VR46, il team di Valentino Rossi (nella foto di copertina) – che quest’anno ha annunciato che a fine stagione lascerà l’attività agonistica -, ha siglato un accordo con Tanal Entertainment Sport e Media. La holding guidata dal principe Abdulaziz bin Abdullah bin Saud bin AbdulAziz Al Saud finanzierà interamente il team del Dottore.

Il team di motociclismo riceverà 18 milioni di dollari l’anno per almeno cinque anni, mantenendo, al contempo, la totale autonomia su ogni aspetto della squadra.

Lo sport è certamente uno degli ambiti che maggiormente collegano Italia e Arabia Saudita. Il 16 gennaio 2019, infatti, lo stadio Città dello Sport Re Abd Allah di Gedda ha ospitato la Supercoppa italiana tra Juventus e Milan.

Il fondo sovrano Pif in Pagani

Altro ponte naturale fra i due Paesi è il lusso. L’Arabia Saudita è uno degli approdi naturali dei brand, ma rispetto agli Emirati Arabi Uniti c’è ancora spazio di crescita.

E’ notizia di pochi giorni fa che il fondo sovrano Public Investment Fund (Pif) è entrato nel capitale del produttore di supercar Pagani con una quota di minoranza.

Pif (che nel 2020 aveva asset under management per 400 miliardi di dollari) è il braccio finanziario di Riad nell’implementazione di Vision 2030, il mega-piano di investimenti che servirà a sganciare progressivamente l’economia saudita dal petrolio.

Maxi-investimenti oltre l’energia

E qui si tocca il settore energetico. La transizione dagli idrocarburi alle fonti alternative tocca da vicino l’Arabia Saudita. Saudi Aramco Energy Ventures (Saev), la società di venture capital del colosso Saudi Aramco, è entrata nel capitale di di HT Materials Science.

Vision 2030 è focalizzato sullo spostamento dall’energia ad altri settori. L’Arabia Saudita sta attirando una quantità crescente di investimenti dall’estero in comparti diversi da quelli legati al petrolio: infrastrutture, aerospazio, automotive, healthcare. Secondo i dati del ministero dell’Industria e delle Risorse minerarie di Riad, nel primo trimestre di quest’anno gli investimenti nella manifattura non-oil sono ammontati a 4,766 miliardi di dollari, con un incremento del 202,9% rispetto agli ultimi tre mesi del 2020 e del 444,8% nei confronti di un anno prima.

Guardando agli interscambi commerciali fra Italia e Arabia Saudita, tra gennaio e maggio, secondo i dati dell’Istituto per il commercio estero (Ice), abbiamo esportato merci per 1,338 miliardi (+6,9% rispetto a un anno prima) e importato per 1,662 miliardi (+21,8%). Nell’intero 2020 il saldo commerciale è stato positivo per l’Italia: export per 3,217 miliardi e import per 2,959 miliardi.

L’analisi per tipologia di prodotti racconta che le esportazioni italiane verso Riad riguardano soprattutto macchinari e apparecchiature (1,25 miliardi) e alimentari (298 milioni), mentre le importazioni sono monopolizzate dai prodotti delle miniere e delle cave (1,676 miliardi) e da coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (888 milioni).

A proposito dell’influenza della politica sui rapporti economici Italia-Arabia Saudita, a inizio anno l’ex premier Matteo Renzi venne travolto dalle polemiche per l’intervento al forum Future Investment Initiative, in cui, dialogando con il principe Mohammed bin Salman (nella foto a destra), paragonò la fase di sviluppo di Riad al Rinascimento italiano.

Le critiche si focalizzarono sul rispetto dei diritti umani, sul carattere non democratico del regime saudita e sulla condizione delle donne. Tasti dolenti che riguardano vari Paesi con i quali l’Italia intrattiene rapporti economici e finanziari (Cina, Russia ed Emirati Arabi Uniti, tanto per fare qualche nome).

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