L’euforia divampa sulle borse europee. E’ bastato che Jerome Powell escludesse ogni rialzo di 75 punti base per i futuri meeting della Fed per dare fiducia a Wall Street in serata, con chiusure sopra i due punti percentuali di guadagno. Le piazze del vecchio continente mantengono l’intonazione e partoni brillanti: Piazza Affari segna un +2,05% a 24.400 punti, Francoforte ancora meglio con +2,28% a 14.280 punti. Parigi allineata con +2,21% a 6.537 punti, segue Madrid con +1,56% a 8.631 punti. Positiva anche Londra, che cresce dell’1,45% a 7.600 punti aspettando la decisione della Bank of England che, stando agli analisti, potrebbe aumentare per la quarta volta consecutiva il proprio tasso d’interesse di altri 25 punti base.


Grafico Ftse Mib by Borsa Italiana

Il “Soft landing” indicato da Powell ricarica il mercato

L’atterraggio morbido a cui ha fatto riferimento Powell in conferenza stampa ha dato un vero e proprio impulso di fiducia all’equity. Il Fomc non sta prendendo attivamente in considerazione un aumento superiore ai 50 punti base dei fed funds per i prossimi due incontri. Inoltre ha dato garanzie sulla tenuta dell’occupazione americana. Interessante anche la posizione della Fed sulla riduzione del proprio bilancio. “L’inflazione è troppo alta” ha detto. Ma anche in questo caso, la scelta è quella del “soft landing”. E quindi 47,5 miliardi di acquisti in meno da giugno per poi salire a 95 miliardi a partire da settembre.

“Attese rispettate, debolezza del dollaro naturale conseguenza”

Scelte che il mercato aveva già prezzato da settimane. E l’impennata dell’azionario ne è la diretta conseguenza: “La Federal Reserve ha rispettato le attese, aumentando i tassi d’interesse di 50 punti base e avviando il processo di quantitative tightening -è il commento di Filippo Diodovich (nella foto), market strategist di Ig Group-. I mercati finanziari scontavano già un incremento dei tassi di 75 bps e per tale ragione hanno evidenziato una forte reazione alle parole di Powell, con la conseguente debolezza del dollaro e acquisti su azionario e obbligazionario”. E infatti Anche i rendimenti dei titoli di stato americani, pur rimanendo su livelli alti, hanno registrato una lieve flessione: il t-note è in area 2,9%, il trentennale appena sopra il 3%.

diodovich

Cosa farà la Bce? Spread, 200 punti raggiunti

Da verificare ora ciò che intende fare la Bce. In questo senso sarà interessante la conferenza stampa di Philip Lane, membro del consiglio direttivo, in giornata. Fino a qualche mese fa Christine Lagarde aveva escluso quasi categoricamente ogni intervento sui tassi. Ora, con l’inflazione che ha raggiunto livelli armanti anche nel vecchio continente e il deciso atteggiamento “falco” che la Fed sta tracciando, la sensazione è che possa intervenire a partire da luglio, per un totale di 95 punti base entro la fine dell’anno. Per la seconda seduta consecutiva lo spread Btp/Bund ha raggiunto i 200 punti, per poi riposizionarsi attorno a quota 197. Il decennale tedesco scende appena sotto l’1% di rendimento mentre il corrispettivo italiano rimane a un passo dal 3%.

Piazza Affari, vola Unicredit: la borsa promuove i conti

Tornando a Piazza Affari, solo Italgas e Moncler sono in territorio negativo nel Ftse Mib. Il titolo più performante è Unicredit, che non riesce ad aprire dopo aver pubblicato i propri conti. Il teorico punto di partenza è +7,4%, poi si assesta sopra i 6 punti percentuali di guadagno. L’istituto bancario chiude in utile confermando il dividendo, con 247 milioni di profitti, in calo del 72% sul 2021 -il consensus era di 413 milioni di risultato netto-. Profitti che sarebbero saliti a 1,162 miliardi con la controllata in Russia. In questo senso il gruppo ha tagliato l’esposizione nel paese di due miliardi.


Grafico Unicredit by Borsa Italiana

Seguono Stmicroelectronics, +4%, e Stellantis con +3,7%. Per il gruppo italofrancese ricavi netti ricavi netti per 41,5 miliardi di euro nel primo trimestre del 2022, con un aumento del 12% rispetto ai 37 miliardi di euro del primo trimestre 2021 pro-forma e guidance per l’intero anno (margini di risultato operativo rettificato a doppia cifra) confermata.

Dollaro giù, risale l’oro, ne approfitta il petrolio

Le decisione della Federal Reserve allentano gli acquisti sul dollaro. Che resta fortissimo ma abbandona area 103 punti. Nella serata del Fed day raggiunge un minimo di 102,4, per poi attestarsi in mattinata a 102,8. Euro Dollaro prova ad attaccare l’1,06 mentre la Sterlina, aspettando la Bank of England, viaggia tra area 1,25 e 1,26. Ad approfittare del dollaro che tira il fiato ci sono le materie prime, a partire dal petrolio: il brent (grafico sotto) raggiunge quota 111 dollari al barile, il massimo delle ultime dodici sedute mentre il Wti vale 107 $, con un rialzo dello 0,5%. Risale anche l‘oro a ridosso dei 1.900 dollari l’oncia (+0,8%) mentre il Bitcoin resta appeso sui 39.000 dollari.

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