Le Olimpiadi invernali 2022 di Pechinnon saranno le più economiche degli ultimi dieci anni, a dispetto da quanto dichiarato dal governo cinese. Secondo un’inchiesta di Insider, i costi reali potrebbero superare i 38,5 miliardi di dollari, cioè dieci volte il budget ufficiale.

Pechino ha dichiarato che le spese per organizzare e realizzare i giochi invernali, che avranno inizio dal 4 febbraio 2022, saranno solo di 3,9 miliardi di dollari e, di conseguenza, si tratterà delle Olimpiadi più economiche degli ultimi dieci anni. Secondo la testata, però, non è così. Anzi, lo Stato cinese avrebbe speso quasi 10 volte l’importo riportato e 24 volte il budget iniziale del Paese di 1,6 miliardi di dollari. Sembra, infatti, che costi idi costruzione delle nuove infrastrutture da sole valgano almeno 9,2 miliardi di dollari.

I conti non tornano

Il leader cinese Xi Jinping aveva dichiarato di voler tenere un profilo basso per questa edizione dei giochi, rispetto allo sfarzo di quelle estive tenutosi nel Paese nel 2008 e costate 42 miliardi di dollari. Infatti, sottolinea Insider, la comunicazione ufficiale del governo cinese è stata molto chiara e insolitamente precisa sul valore della spesa.

Dall’analisi della testata, però, diverse voci di spesa sono state lasciate fuori dal conteggio ufficiale di Pechino. Ad esempio, manca il National speed ​​skating oval, la famosa arena situata all’Olympic Green della città. Conosciuta anche come Ice Ribbon o “nastro di ghiaccio”, per la pista di pattinaggio che si trova all’interno dell’arena, la struttura è stata completata nel 2020 e si stima che nel 2017 sia costata al governo circa 186,6 milioni di dollari. Oltre a questa, saranno riutilizzate poi diverse sedi realizzate per i Giochi del 2008, tra cui il Bird’s Nest, lo stadio nazionale di Pechino, e il Water Cube, il centro acquatico della città. Tuttavia, non è chiaro quanto la Cina abbia speso per rinnovarle e prepararle a queste Olimpiadi.

Strutture, sedi e trasporti: le spese non comprese

Molte delle più grandi voci di spesa rientrano invece nella categoria dei “miglioramenti della Capitale”. Si tratta di costi che il Comitato olimpico internazionale ha classificato come separate dalle “vere” spese dei Giochi e che quindi non rientrano nella spesa ufficiale. Questo perché gli impianti sportivi, ha giustificato il Cio secondo Insider, non serviranno solo per le quattro settimane di competizione dei Giochi Olimpici e Paralimpici, ma avranno sia un uso comunitario che commerciale e quindi rappresentano un investimento futuro.

Tra queste spese rientrano, ad esempio, quelle che riguardano le due località satellite per i Giochi, Yanqing e Zhangjiakou. La Cina ha convertito la prima, un distretto nel nord-ovest di Pechino, in una scintillante serie di arene con un centro di sci alpino e un villaggio olimpico separato per ospitare oltre 1.400 atleti e funzionari. Secondo i dati del 2019, un altro villaggio olimpico nel centro di Pechino, progettato per ospitare circa 2.300 atleti, è costato circa 3,16 miliardi di dollari.

Il Paese ha poi speso circa 442,9 milioni di dollari (2,8 miliardi di yuan, esclusi i costi dei terreni) per costruire impianti di bob, skeleton, slittino e sci alpino a Yanqing. Casualmente, però, due dozzine di società anonime hanno donato 514,1 milioni di dollari per lo sviluppo del distretto, sebbene questo importo sia stato fatturato come “investimenti in contanti per lo sviluppo del distretto”.

La Cina ha versato poi altri 5,18 miliardi di dollari per la costruzione di 50 progetti relativi alle sue sedi olimpiche a Zhangjiakou, una città da circa 1,5 milioni di abitanti e conosciuta come “la Porta di Pechino”. Uno di questi progetti è il terzo villaggio olimpico del Paese, che ospiterà altre 2.640 persone. Contiene anche sedi di gare come il Genting snow park, il National biathlon center, il National ski jumping center e il National cross-country center.

Le due sedi satelliti dei Giochi, oltre alle infrastrutture, hanno necessitato poi di una rete di trasporto che le collegasse a Pechino. Così la Cina ha abbellito prima l’aeroporto di Ningyuan di Zhangjiakou al costo di 205,6 milioni di dollari e ha investito 15,02 miliardi di dollari nella costruzione di nuove autostrade per garantire la connettività tra le aree.

Poi si stima che altri 773,5 milioni di dollari siano andati alla linea della metropolitana delle Olimpiadi invernali di Pechino, costruita appositamente per i Giochi invernali, mentre altri 9,2 miliardi di dollari per la realizzazione di un treno senza conducente progettato per traghettare passeggeri tra Zhangjiakou e Pechino in 50 minuti, rispetto a un tempo di viaggio iniziale di tre ore.

I Giochi invernali più costosi

Generalmente i giochi estivi sono più costosi di quelli invernali, ma di certo quest’ultimi non sono economici. Da 1960 a 2013, il costo medio delle Olimpiadi invernali è stato di 3,1 miliardi di dollari, mentre il costo medio di quelle estive di 5,2 miliardi. I Giochi estivi più costosi sono stati quelli di Tokyo 2020 (rinviati nel 2021 a causa della pandemia) con 28 miliardi di dollari, mentre quelli invernali più costosi sono stati quelli di Sochi 2014 costati 21,9 miliardi.

Secondo lo studio delle Olimpiadi di Oxford 2016, circa 47% dei giochi supera puntualmente il budget imposto di oltre il 100% e in media negli ultimi dieci anni i Paesi che hanno ospitato i Giochi hanno speso 8,9 miliardi di dollari.

Le Olimpiadi di Sochi in Russia nel 2014 sono state di gran lunga le più costose. Il governo russo si era imposto un budget di 12 miliardi che però poi è stato quasi raddoppiato. Secondo lo studio, le spese extra sarebbero state causate dalle drastiche misure messe in atto per garantire che ci fosse abbastanza neve sul terreno a causa del clima subtropicale di Sochi in estate e dalle misure di sicurezza delle aree. Parte, però, si pensa sia stato rubato attraverso la corruzione.

Seguono i Giochi di Torino in Italia del 2006 che sono costati al nostro Paese 4,36 miliardi di dollari. Questo importo include le spese legate allo sport, i costi di gestione dei giochi come i costi tecnologici, di trasporto, lavoro, amministrazione, sicurezza e spese mediche e di ristorazione. Ma anche diverse spese legate allo stabilimento delle sedi di gara, media e centro stampa, centro di trasmissione internazionale e villaggio olimpico. Per Torino 2006 si è superato il budget iniziale del 80%.

Le Olimpiadi di Vancouver in Canada nel 2010 si posizionano al terzo posto con una spesa di 2,54 miliardi di dollari, mentre al quarto ci sono i Giochi di Salt Lake City negli Stati Uniti del 2002 con una spesa di 2.25 miliardi. Al quinto posto si posizionano quelli di Lillehammer in Norvegia nel 1994 che sono costati 2,23 miliardi di dollari.

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