Le piccole e medie imprese italiane hanno retto all’urto dello tsunami Covid-19, ma ora è indispensabile un salto evolutivo che prenda slancio dal piano Next Generation EU.
E’ quanto emerge dal report di Deloitte Private “La nuova generazione di aziende private – Il percorso verso la resilienza e le opportunità del Next Generation EU”.
L’analisi dedicata all’Italia prende le mosse da un’indagine condotta tra il 21 gennaio e il 9 marzo scorsi su 2.750 leader di aziende di medie dimensioni nel mondo, tra cui il nostro Paese (150 interviste), con la collaborazione dell’istituto di ricerche di mercato OnResearch.
L’impatto del Covid-19
Nell’ultimo anno il fatturato delle pmi si è contratto in media del 10,6% e i margini operativi lordi hanno registrato un calo del 22,8%. Ma, sottolinea Deloitte Private, le imprese a elevata resilienza sono il 31%, mentre il 59% risulta a media resilienza. Solo il restante 10% risulta essere a bassa resilienza. Insomma, la pandemia non ha spezzato la spina dorsale del tessuto economico italiano.
Secondo Deloitte Private, le esigenze organizzative delle pmi si possono raggruppare in sette categorie: strategy, capital, growth, operations, technology, work e society.
L’elemento cardine che concorre alla resilienza è la tecnologia e come priorità strategica la trasformazione digitale, nel breve e nel lungo periodo. In particolare, il tessuto produttivo italiano attribuisce un ruolo primario alla digitalizzazione (68% degli intervistati) nel rilancio dell’economia. Se il processo di rinnovamento delle tecnologie era prioritario già prima, il Covid-19 lo ha reso indispensabile per contrastare il calo di fatturato e redditività. Entro i prossimi dodici mesi, oltre otto aziende su dieci investiranno in digitalizzazione e innovazione.
Il report di Deloitte Private ritiene che le pmi siano chiamate a cambiare passo, adeguare la visione strategica alle necessità imposte dalle contingenze. I cinque principi a cui i leader delle pmi italiane e globali devono continuare a ispirarsi nel percorso verso la resilienza sono: prontezza, adattabilità, collaborazione, fiducia e responsabilità.
Per oltre tre capi azienda la pandemia ha rappresentato un momento di riflessione, uscendo dalla logica business as usual. E il piano di rilancio Next Generation EU (NGEU) costituisce un’opportunità impedibile per ripensare le strategie di impresa.
Ernesto Lanzillo (nella foto di copertina), Deloitte Private leader, considera il Pnrr “lo stimolo ideale per le imprese italiane. Il 90% delle aziende riconosce il NGEU come un mezzo fondamentale per sostenere lo sviluppo post-pandemico dell’Italia, soprattutto per le pmi, vero motore propulsivo del sistema Italia, al fine di sostenere crescita e resilienza, e favorire il posizionamento competitivo anche sui mercati internazionali. Potenziare queste realtà significa tutelare le eccellenze del nostro Paese, incluso il made in Italy, dove spesso la frammentazione e le ridotte dimensioni dei player hanno portato nel lungo periodo a problemi di competitività e tensione patrimoniale, soprattutto in quei settori dove sono più rilevanti le economie di scala e la capacità di investimento”.
Cresce la sensibilità alle tematiche Esg
Dal report, inoltre, emerge una crescente sensibilità delle aziende rispetto alle tematiche Esg. Più della metà delle aziende italiane che hanno partecipato alla ricerca Deloitte ritiene la sostenibilità ambientale un driver fondamentale per il rilancio verso il new normal. Oltre a migliorare la responsabilità sociale (37%) e fornire un contributo concreto alla realizzazione di un’economia circolare (31%), le aziende vedono nello sviluppo di progetti di sostenibilità ambientale anche una strada per coniugare i benefici ambientali con un netto potenziamento della performance aziendale.
“Affrontare quotidianamente l’incertezza”, aggiunge Eugenio Puddu, consumer products leader, “continua a spronare le pmi a diventare ancora più flessibili, dimostrando così un concreto innalzamento del livello di resilienza dell’intero tessuto imprenditoriale italiano. Le decisioni prese sinora hanno avuto un impatto su tutta la struttura aziendale. Possiamo quindi dire che i sette ambiti prioritari di intervento individuati da Deloitte Private per le pmi rimangono tuttora fondamentali. Ancor più pensando che si tratta di elementi inscindibili, la cui combinazione determina un’intera visione aziendale e la cui realizzazione potrà sicuramente beneficiare del contributo dei provvedimenti di esecuzione del Pnrr”.