Leonardo prosegue la corsa a Piazza Affari confermando l’appetito degli investitori verso il titolo del gruppo aerospaziale e della difesa per il miglioramento dei propri fondamentali in un favorevole contesto geopolitico attuale.

Al giro di boa il titolo sale del 3,8% aggiornando i nuovi massimi di oltre sei anni superando i 16 euro ad azione, e portando il guadagno complessivo delle prime tre sedute del 2024 a circa il 7,4%. Leonardo aveva già archiviato il 2023 registrando la migliore performance tra i titoli del Ftse Mib con un rialzo dell’85,5% (ne parliamo qui).

Cosa spinge Leonardo ancora al rialzo

Ad alimentare i guadagni odierni sono i giudizi positivi di Bernstein che ha rivisto al rialzo la raccomandazione sul titolo a ‘Outperform’ da ‘Market-Perform’ con un target price di 19,50 dai 15,50 euro precedenti. Per il broker il titolo, nonostante il forte apprezzamento già realizzato, è ancora considerato ‘deep value’ all’interno del settore, e presenta un favorevole profilo rischio-rendimento grazie soprattutto al miglioramento della posizione di liquidità e alla maggiore disciplina in tema di allocazione del capitale.

Le prospettive per il settore della difesa rimangono solide, con un miglioramento più probabile proveniente dal settore degli elicotteri militari e dell’elettronica per la difesa, dove l’andamento degli ordini è stato forte nel corso dell’anno”, scrivono gli analisti di Bernstein.

Cingolani: “Settore Ue della difesa troppo frammentato”

Equita cita le dichiarazioni al Financial Times dell’amministratore delegato Roberto Cingolani che ha auspicato una maggiore collaborazione all’interno del frammentato settore della difesa a livello europeo per favorire più finanziamenti in piattaforme produttive comuni.

“Queste dichiarazioni non ci sorprendono, avendo già segnalato più volte come dal nuovo piano ci aspettiamo la definizione di nuove alleanze/collaborazioni o il rafforzamento di quelle esistenti -commenta Equita-. Nel gruppo Leonardo ci sono parecchie potenziali ‘moving parts’ che potrebbero creare valore e l’attuale scenario geopolitico riteniamo possa agevolarne la realizzazione”.

Cosa ha detto il Ceo di Leonardo Roberto Cingolani al Financial Times

“Un sistema fratturato in cui ciascuno dei 27 paesi dell’Ue investe nei propri carri armati e aerei non funziona. Alcuni diranno che non è l’ideale per la sovranità nazionale, ma dobbiamo guardare alla difesa da una prospettiva globale. Ma la natura frammentata dell’industria della difesa dell’Ue ostacola l’aggiornamento delle capacità del blocco, oltre a un’eccessiva attenzione ai principi e alle regole della concorrenza, che potrebbe creare un settore in cui le aziende europee non avranno successo individualmente, né insieme, senza considerare che le ragioni alla base delle norme antitrust e sugli aiuti di Stato sono comprensibili ma limitanti per le aziende della difesa.

L’aumento dei costi energetici, delle normative sulle emissioni e del costo del lavoro in Europa rispetto a Stati Uniti e Cina pesano sulle società europee della difesa quotate perché “gli investitori andranno altrove. Il programma di aerei da caccia, che mira ad espandere le capacità di difesa delle tre nazioni di fronte alle crescenti minacce provenienti da Russia e Cina, potrebbe anche rappresentare un’opportunità per Leonardo di espandersi in Asia”.

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