Leonardo e Atlantia, la strana coppia. O meglio: la coppia d’oro. Sono gli unici due titoli di Piazza Affari ad aver chiuso il primo semestre in territorio positivo. In totale controtendenza rispetto al proprio indice, il Ftse Mib. Che, tra gennaio e giugno, ha lasciato per strada il 22% cedendo oltre 6.000 punti. Nessuna piazza del vecchio continente ha fatto peggio (Francoforte -19,8%, Parigi -17,5%) mentre pesante è stato anche il rosso a Wall Street di Nasdaq (-30%) e Sp500 (-20,8%).

I motivi di una prima parte dell’anno così negativo sono noti. Inflazione, shock dei prezzi delle materie prime innescato dalla guerra. Ma anche strozzatura delle catene di approvvigionamento, rallentamento della ripresa post covid e infine le politiche restrittive delle banche centrali, a partire dalla seconda metà del semestre. Ciò nonostante, come anticipato, sia Leonardo sia Atlantia hanno chiuso con guadagni considerevoli: +27% per la società attiva nelle infrastrutture autostradali e aeroportuali, addirittura +53,8% per la compagnia diretta da Alessandro Profumo.


Grf Atlantia by Borsa Italiana

Atlantia sostenuta dall’opa Benetton-Blackstone

Per Atlantia, che dai 17,49 euro ad azione con cui ha avviato il 2022 è risalita fino a quota 22,38 di fine giugno (grafico sopra), pesa in maniera importante, se non esclusiva, l’offerta pubblica di acquisto targata Benetton-Blackstone, ufficializzata all’inizio del mese di aprile. Ben diversa è la situazione che riguarda Leonardo, agevolata dal conflitto tra Russia e Ucraina che ha mantenuto alta l’attenzione degli investitori nel suo settore di riferimento, vale a dire difesa e aerospazio. Dal punto di partenza di 6,31 euro ad azione del 3 gennaio scorso, il titolo è cresciuto fino a quota 9,67 €, per un aumento, come detto, di oltre il 50% del valore.

Leonardo, da delusione 2021 al migliore del 2022

C’è da aggiungere che Leonardo ha chiuso diversi contratti di rilevanza internazionale negli ultimi mesi, ultimi quelli che prevedono nuove e importanti forniture di elicotteri in Polonia e Australia. Tutte operazioni che gli investitori hanno sempre ben accolto con  forti acquisti sul mercato. La più importante, nonché booster forse per l’intera durata del rally, è stata la fusione tra la controllata Usa Drs e la compagnia israeliana Rada, annunciata il 21 giugno (+3,5% a Piazza Affari) dopo diverse settimane di rumors. Un accordo riconosciuto quale significativo passo avanti strategico in un segmento, Profumo dixit, in rapida crescita come quello dei radar tattici.

Leonardo si è così definitivamente rilanciata dopo esser stata, per molti analisti, una delle società quotate in borsa più deludenti dal punto di vista della performace nel 2021, incapace di recuperare le perdite causate dai lockdown nel periodo della pandemia (-66%), per un valore dimezzato a fine 2021 rispetto al periodo pre covid (6 euro ad azione, contro i 12 € di febbraio 2020).


Grf Leonardo by Borsa Italiana

Un 2022 super performante: ecco perché

Spiega Andrea Cartisano, Giotto Cellino Sim: “Leonardo ha ripreso quota nella seconda parte di febbraio di quest’anno, grosso modo all’inizio del conflitto. La spiegazione in questo caso però non è dovuta direttamente allo scoppio della guerra, ma alle politiche dei paesi europei. Che, all’unanimità, hanno dichiarato di voler aumentare le spese per la difesa rispetto al proprio Pil, anche su richiesta della Nato stessa. Ultimo il Regno Unito, con Boris Johnson che ha dichiarato di voler portare la spesa sulla difesa del Pil al 2,5%”.

Ma le politiche europee sono solo il primo di una lunga serie di motivi. Continua Cartisano: “Leonardo ha rivestito durante quest’anno un carattere difensivo e c’è stata una rotazione settoriale che ha visto in particolar modo pesanti vendite sulle utilities e forti acquisti nella difesa e nei petroliferi, non solo a livello italiano, ma anche a livello europeo e mondiale”.

Leonardo miglior titolo del settore anche negli Usa

E infatti difesa e aerospazio hanno fatto registrare la miglior performance dell’intero comparto industriale con un +9,5% nel primo trimestre. Come osserva Daniele Lavecchia, analista di Trading Campus e della rivista Traders’ Magazine: “Nel primo semestre 2022 Leonardo è stato il titolo migliore anche negli Stati Uniti, mentre nel Ftse Mib rimane il titolo più forte nell’orizzonte temporale di 6 mesi, per quanto difesa e aerospazio abbiano subito una lieve contrazione nel secondo trimestre, in un mercato dove gli unici altri settori in grado di resistere alla fuga di capitali dal mercato azionario sono al momento quello energetico e le health care”.

leonardo trading campus
Grf top performer titoli Usa settore difesa by Trading Campus

 

E a proposito della fuga di capitali, Andrea Cartisano aggiunge: “In realtà il denaro c’è, la liquidità è ancora tanta. Al momento i gestori stanno alla finestra per capire quando passare dai settori più in difficoltà a quelli che ritengono difensivi e meglio performanti. Quest’anno il cosiddetto ‘Flight to Quality‘, e quindi il passaggio dalle azioni alle obbligazioni più sicure (il bund decennale, ad esempio NdR) non ha pagato”. A contribuire probabilmente al rally di Leonardo, potrebbero esserci anche le ricoperture degli hedge fund, fino a gennaio-febbraio in posizione short (il già citato -66% dall’inizio del Covid…).

Bene giugno, luglio non fa eccezione

Il mese di luglio non sta facendo eccezione, almeno fino a questo momento. Il rosso pari a -7,4% con cui si è chiusa la seduta del 5 luglio scorso è stato cancellato completamente nelle successive quattro: +3,7% in data 11 luglio, a ridosso dei 10 euro ad azione. Il deal più recente è quello legato al settore difesa e aerospazio attraverso la controllata polacca Pzl-Swidnik a inizio mese, un accordo da 1,76 miliardi di euro per 32 elicotteri Aw149 per le forze armate e consegne 2023-2029 (+1,9% a Piazza Affari, primo luglio).

A esso si accompagna l’annuncio, in ambito tech, del diritto di prelazione esercitato assieme a Telecom, Cdp e Sogei nella gara europea per l’affidamento della realizzazione e gestione del Piano Strategico Nazionale indetto a gennaio da Difesa Servizi in qualità di Centrale di Committenza del Dipartimento per la trasformazione digitale. In ballo, la realizzazione e la gestione di un’infrastruttura per l’erogazione di soluzioni e servizi cloud per la pubblica amministrazione: un annuncio che ha fruttato in borsa un ulteriore +3,2%.

Leonardo, quanto durerà il rally?

Finché le attuali condizioni geopolitiche rimarranno tali, è molto probabile che la tendenza positiva di Leonardo, nel medio periodo, proseguirà. Anche il secondo trimestre dell’anno, pur registrando un evidente rallentamento, ha registrato una crescita di oltre il 7%. Inoltre, le tensioni potrebbero essere destinate ad ampliare l’attuale raggio di azione tra Ucraina e Russia. Basti ricordare gli occhi che la Cina ormai da tempo ha posizionato su Taiwan, in un contesto dove anche gli Stati Uniti si ritrovano inevitabilmente coinvolti. Il settore della difesa, in questo senso, continuerà a essere un punto fermo delle politiche governative internazionali.

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