Il caos causato dalla pandemia da Covid-19 si è forse attenuato in molte aree del mondo grazie alle vastissime campagne vaccinali, ma il 2022 è stato indubbiamente un anno turbolento. Basti pensare alla guerra in Ucraina, ai prezzi energetici, all’impennata dell’inflazione e alla crisi del costo della vita, mentre le devastazioni causate da fenomeni meteorologici estremi evidenziano quanto i cambiamenti climatici restino un’importante sfida da affrontare a livello mondiale.
Come si posiziona l’investimento responsabile (IR), in questo contesto di forte incertezza? Dopo i solidi rendimenti degli ultimi anni, molti fondi IR hanno sofferto nel 2022, in parte a causa di un’esposizione generalmente modesta al settore del petrolio e del gas, che ha beneficiato dell’impennata dei prezzi dell’energia. Inoltre, le strategie orientate all’IR tendono a privilegiare i titoli e i settori growth come la tecnologia e la salute, che hanno subito revisioni al ribasso dei rating a causa dell’incertezza attorno alle dinamiche dell’inflazione e dei tassi di interesse. Più a lungo termine, crediamo fermamente che la tesi d’investimento rimanga intatta, specialmente in un contesto in cui la relativa gamma di opportunità si sta ampliando.

L’investimento responsabile è mainstream

Malgrado queste difficoltà, l’IR continua a godere di grande popolarità: fattori ESG, sostenibilità, investimento socialmente responsabile sono, infatti, tutti termini e tipologie di investimento che ricadono nella sfera dell’IR e che sono oggi sempre più ricercati. A questo proposito, Bloomberg ipotizza che gli attivi ESG potrebbero superare i 50mila miliardi di dollari entro il 2025. Sembra quindi che nell’ambito degli investimenti si sia risvegliato un desiderio diffuso di comprendere meglio l’idea di investire per le generazioni future e per il pianeta, oltre che per il proprio rendimento finanziario. Come Columbia Threadneedle, restiamo focalizzati sulla qualità e su una continua evoluzione del nostro approccio all’integrazione di criteri ESG: sottoponiamo le fonti di dati ESG a una costante revisione e continuiamo a sviluppare strumenti analitici ESG per aiutare i nostri team d’investimento a estrarre informazioni di alta qualità su cui basare decisioni d’investimento consapevoli. Questa metodologia sarà per noi un aspetto cruciale nel 2023 e oltre.

Un quadro normativo sempre più solido

Guardando al 2023, in un contesto in cui l’IR registra uno slancio crescente, ci aspettiamo che le normative vengano progressivamente potenziate per rafforzare la trasparenza e impedire il greenwashing. All’adozione del Regolamento SFDR (Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari), in Europa, è seguita l’introduzione degli obblighi di informativa sulla sostenibilità (Sustainability Disclosure Requirements, SDR) nel Regno Unito, e misure analoghe potrebbero presto entrare in vigore negli Stati Uniti su proposta della Securities and Exchange Commission. Associate agli impegni assunti nell’ambito di iniziative come lo UK Stewardship Code e la Net Zero Asset Managers Initiative, queste normative consolidano ulteriormente i requisiti in materia di trasparenza.

È indubbiamente arduo comprendere l’intreccio di normative e impegni differenti, mantenendo allo stesso tempo le proprie convinzioni come azienda. Sebbene possa apparire piuttosto gravoso, questo rafforzamento degli obblighi di informativa orienterà il settore degli investimenti responsabili nella giusta direzione e incoraggerà una maggiore trasparenza, facilitando in definitiva i clienti nell’individuazione delle strategie più adatte alle loro esigenze. Il potenziamento della supervisione regolamentare e degli standard comuni può promuovere miglioramenti non soltanto a livello di informativa ma anche di prodotti e servizi, in quanto induce gli asset manager a innovare la propria offerta, per rimanere al passo (o meglio ancora anticipare) l’evoluzione del contesto normativo. Un altro aspetto legato a questo processo è una crescente dipendenza dai dati ESG per l’adempimento degli obblighi normativi e per aggiornare i clienti sull’impatto delle strategie in cui hanno investito. Malgrado i progressi compiuti in termini di copertura e qualità dei dati, resta ancora molta strada da fare per migliorarne l’accuratezza e l’affidabilità. Nulla, infatti, può sostituire esperienza e competenze reali approfondite.

L’attività di engagement è importante, ma deve essere svolta in modo efficace

Infine, un ultimo tema legato all’IR per il 2023 è incentrato sull’engagement. Gli investitori di tutto il mondo sono sempre più consapevoli del potere che può derivare da un’attività di engagement ESG attenta e accurata. Molte delle “società sostenibili” più conosciute sono ampiamente partecipate, e crediamo che l’attività di engagement rappresenti uno strumento importante per identificare le aziende meglio posizionate per diventare i leader di domani. Riteniamo, poi, che l’engagement sia anche uno strumento fondamentale per favorire la transizione di società e industrie verso pratiche più sostenibili, su cui pongono l’enfasi molti fondi ESG.

Investendo in aziende in grado di fornire prove credibili del loro percorso verso un futuro sostenibile, e utilizzando l’attività di engagement per favorire questa evoluzione, gli investitori possono infatti generare un impatto positivo concreto. All’opposto, un approccio generalista può indurre a disinvestire da una società solamente perché si trova in una fase non sufficientemente avanzata di questo percorso.

 

Sull’autore

Caludia Wearmouth è Global Head of Responsible Investment di Columbia Threadneedle Investments

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