L’Italia fa un balzo in avanti sul fronte della competitività, grazie soprattutto alla libertà di stampa, alle infrastrutture e all’ambiente.

E’ quanto emerge dal quinto Competiveness Report di Eight International, network globale fondato nel 2016 da un gruppo di società di consulenza – tra cui l’italiana New Deal Advisors -, specializzate in operazioni straordinarie, ristrutturazioni aziendali e business transformation.

L’Italia, rispetto alla precedente edizione che si riferiva a dati del 2016, balza al trentesimo dal quarantaquattresimo posto.

Lo scopo del report, sottolinea un comunicato stampa, “è offrire alla comunità economica internazionale un quadro sintetico e integrato delle informazioni più rilevanti nei macro-processi decisionali per i 193 paesi esaminati. Per questo, definisce l’ambiente più favorevole dove fare business non già sulla base del minore livello di tassazione o dei salari più bassi, bensì sulla capacità di coniugare stabilità politico-sociale per il benessere della comunità con le opportunità di business, l’innovazione e le tecnologie”.

L’Italia guadagna posizioni nelle classifiche della libertà di stampa, passando dal 77° al 41° posto. Sul fronte delle infrastrutture nel 2015 si piazzava al 26° posto, nel 2019 appare al 18°. L’avanzamento è dettato dal miglioramento delle infrastrutture legate al trasferimento di energia ed elettricità (utilities, distribuzione energia, connessione, servizi digitali) e di trasporto merci, non tanto quelle di trasporti delle persone. Migliora la percezione della corruzione (relativa al settore pubblico e a quello privato): è passata dalla 60° posizione del 2016 alla 52° nel 2020. Inoltre, l’Italia registra un progresso significativo in materia di ambiente (protezione degli ecosistemi e attenzione ecologica): 29° nel 2016, 20° nel 2020. E mantiene posizioni di eccellenza per quanto riguarda la formazione di alto livello (specialmente per quanto riguarda i master in management): qui, l’Italia resta salda ai vertici anche nel 2020, confermando la sesta posizione del 2016.

Tasto dolente per l’Italia è la gender equality: nel 2020 la classifica di Eight International ci colloca alla posizione 76, ventisei passi indietro rispetto al 2016.

Tasca: bene sistema finanziario e infrastrutture

Roberto Tasca, valuation leader di New Deal Advisors, sottolinea che “il miglioramento nel risultato complessivo deriva dal sistema finanziario, che ha significativamente risolto il problema degli npl e ha migliorato le possibilità di accesso al credito delle pmi. Anche l’ambiente economico risulta migliorato, soprattutto grazie all’abbassamento dei tempi della giustizia civile, alla diffusione dell’Ict e al miglioramento delle infrastrutture. La caduta nella gender equality, d’altro canto, è certamente dovuta al periodo pandemico, durante il quale si sono avuti importanti tassi di abbandono del lavoro femminile, a causa del peggioramento delle condizioni economiche di molte famiglie e la riduzione dei posti di lavoro, con maggior grado di precarietà. La fine della crisi porterà a un’inversione di questo trend”.

Tasca nota che “il report getta luce anche sulle prospettive di uscita dal più grave periodo pandemico del secolo rispetto al processo di integrazione necessario per sostenere il livello di competitività dell’Ue nel suo insieme. Accanto alla possibile evoluzione della politica d’integrazione europea, vi è lo sviluppo delle attività economiche, soprattutto nei settori delle tecnologie pulite, dell’energia rinnovabile e del contrasto al cambiamento climatico. Il report fa dunque emergere come la ripresa di una dinamica concorrenziale tra i diversi paesi possa essere acceleratrice degli effetti, con riflessi sulla stabilità sociale e politica, quindi anche sul benessere collettivo. Proprio l’unione di stabilità politico-sociale con il benessere della comunità”, conclude Tasca, “è resa possibile – ricordiamolo – dalla capacità di investire e perciò erogare livelli educativi elevati nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle università”.

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