I fondatori Emilio Campanile, Marcello Gallo, Maurizio Santacroce e Giuseppe Farchione (anche Coo della società, nella foto) hanno lanciato LexCapital, startup innovativa e società benefit che opera come litigation fund. La startup seleziona, valuta e acquista il diritto litigioso (res litigiosa) da un soggetto, al fine di gestirlo nella maniera più efficiente e rapida possibile.

La nuova società integra nel mondo legal la componente finanziaria e quella tecnologica, puntando a quel segmento di aziende che rinuncia a intraprendere cause civili per il timore di dover affrontare procedimenti lunghi con esiti incerti e spesso con costi legali e tecnici ingenti.

Ecco come funziona il business di LexCapital

Cedendo il proprio diritto litigioso, l’azienda (o il privato o procedura concorsuale o ente pubblico) non deve fare altro che attendere l’esito del procedimento, lasciato nelle mani di LexCapital che si impegna a sostenere tutti i costi legali e tecnici connessi. La startup metterà in campo il proprio team di esperti composto da avvocati, commercialisti, economisti, ingegneri, informatici e altri professionisti. In caso di successo finale, LexCapital riconoscerà al cliente una parte dei proventi del giudizio, trattenendo per sé la rimanente parte. In caso contrario, la startup si assumerà ogni rischio e costo della soccombenza.

LexCapital si rivolge a imprese, curatori fallimentari e altri organi di procedure, associazioni, privati, enti e società pubbliche, ma si propone anche come partner di professionisti legali, commercialisti ed altri esperti. L’azione della startup si focalizza sui segmenti commercial (violazioni di contratto, prodotti dannosi), corporate (antitrust, proprietà intellettuale/brevetti/marchi, riserve nei lavori pubblici, anatocismo e diritto finanziario, azioni revocatorie), fallimentare e class action.

Scommettere sul litigation: il ruolo della tecnologia

Tramite l’algoritmo proprietario chiamato LexCapital Litigation Assessment, la startup può decidere su quali procedimenti “puntare”, acquistandone il diritto litigioso. L’algoritmo si basa su un modello statistico-matematico e permette di valutare in anticipo l’opportunità dell’investimento prendendo in considerazione diversi parametri. Tra questi figurano ad esempio la solvibilità del soggetto convenuto, la valutazione della probabilità di esito favorevole del giudizio e la stima dei possibili proventi.

Si tratta dunque di un vero e proprio modello di “giustizia predittiva”, in cui le possibilità di successo vengono ben ponderate attraverso il ricorso ad una banca dati giuridico-statistica.

LexCapital è anche società benefit

Non solo diritto, finanza e tecnologia. LexCapital opera anche come società benefit ed ha adottato un codice etico e di autoregolamentazione, puntando ad allargare l’uso del litigation funding anche all’ambito no-profit.

Per sensibilizzare sull’importanza e le potenzialità di questo strumento, LexCapital ha anche stretto un’importante accordo di collaborazione scientifica con il dipartimento di giurisprudenza dell’Università di Torino.

In Italia il Litigation fundig vale 5 miliardi

Nato negli Stati Uniti, il mercato del litigation funding si sta sviluppando un nuovo mercato anche in Italia, dove nel 2019 valeva già circa 5 miliardi di euro. Secondo quanto riportato in una nota stampa, il valore del mercato europeo potrebbe arrivare entro il 2025 a quota 48 miliardi.

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