L’Ocse ha tagliato la stima della crescita del Pil italiano 2022 di 2,09 punti percentuali, rispetto alla precedente previsione di dicembre 2021. A pesare sull’economia mondiale sono, come è facilmente intuibile, il conflitto in Ucraina e le interruzioni della catena di approvvigionamento, esacerbate dalle chiusure in Cina, dovute alla politica zero-Covid.

Pil globale rivisto del 1,44%

Guardando oltre i dati relativi al nostro Paese, si può notare come l’Ocse abbia tagliato le stime di crescita del Pil globale del 1,44% e del Pil europeo del 1,7%. Fra i Paesi Ue che si pensa subiranno maggiormente gli effetti del nuovo scenario economico c’è la Germania, la cui crescita è stata rivista di 2,18 punti percentuali.

Solo per Argentina e Turchia si ipotizza una situazione migliore, con le nuove previsioni di crescita incrementate rispettivamente del 1,09% e del 0,43%. Resta di fatto invariato il quadro economico per il Canada, mentre per gli Stati Uniti la previsione di crescita è stata tagliata del 1,27%.

Preoccupa anche l’aumento dell’inflazione

A preoccupare l’organizzazione internazionale è anche la vertiginosa crescita dell’inflazione. Secondo le nuove previsioni, in Italia i prezzi al consumo dovrebbero aumentare del 6,3% a fine 2022, con una variazione del +4,1% rispetto all’outlook precedente.

Trai Paesi Ue che vedono un incremento importante del dato nel nuovo outlook c’è la Spagna, i cui prezzi al consumo dovrebbero crescere del 8,10% a fine anno. Nonostante le migliori previsioni di crescita del Pil, lo scenario peggiore lo dovranno affrontare Turchia e Argentina. Per i due Paesi la spinta inflazionistica dovrebbe arrivare a toccare rispettivamente una crescita di 72 e 60,1 punti percentuali.

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