Nel 2021 il mercato m&a ha toccato a livello globale i 5,9 trilioni di dollari. Con un ritmo inferiore il 2022 ha continuato il trend dell’anno precedente e adesso si comincia a guardare al cosiddetto anno che verrà.

Secondo il rapporto Risky Business: European investment conditions and cross-border transactions di 36Brains i mercati italiano e tedesco saranno quelli su cui gli investitori punteranno maggiormente la loro attenzione.

Dal rapporto, esito di una ricerca svolta con il supporto tecnico di Ion Analytics, su un campione di top manager e investitori provenienti da aziende e fondi di investimento che hanno completato almeno un’acquisizione in Europa tra i 25 e 200 milioni di dollari nell’ultimo anno, è emerso che il 46% degli intervistati indica la Germania come prima o seconda destinazione preferita per i propri investimenti, seguita da un 30% che focalizza l’attenzione dei prossimi 12 mesi sull’Italia.

M&A, fintech e energy on fire

Spostandoci dall’asse geografica, a un focus più incentrato sui settori si nota come i comparti di maggiore interessi risultino essere fintech e energia. Risulta poi essere in aumento l’interesse per le transazioni transfrontaliere, con il 45% dei soggetti intervistati che sta valutando almeno una transazione in un Paese diverso dal proprio nei prossimi dodici mesi.

L’advisor locale resta un partner chiave

Dal sondaggio è emerso anche come l’advisor locale resta il partner chiave per la comprensione delle complesse dinamiche nel paese del deal. In media fondi e aziende si appoggiano su advisor esterni per il 60% delle attività di due diligence pre-transazione. Secondo il campione, le due maggiori insidie a cui prestare attenzione quando si trattano affari in una nuova giurisdizione sono le barriere culturali (27%) e le normative locali (anche 27%).

Per il 40% degli intervistati, poi, la prima considerazione per la scelta di un advisor è il miglioramento nella gestione dei rischi.

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