Dieci proposte per potenziare il mercato dei capitali. Un’iniziativa che arriva direttamente dai professionisti del mercato stesso. Si rivolgono al governo innanzitutto. Ma non soltanto. “Chiunque voglia fare propri questi spunti e portarli avanti, assieme a noi che li abbiamo messi sul tavolo per affrontare le sfide necessarie e rendere i mercati sempre più competitivi, è ben accetto” recita in buona sostanza così il Manifesto per lo sviluppo del mercato, con Borsa Italiana tra le istituzioni a sostenerlo, tramite il presidente Claudia Parzani. 

Dieci proposte, si diceva. Precedute da dieci criticità. Dunque, a ogni problema una soluzione. A partire dal peso ridotto degli investitori istituzionali italiani nel capitale delle società quotate: meno del 10%, rispetto al 20% dei principali mercati europei. Si chiede uno sforzo di sistema dei principali player, banche, assicurazioni, fondi pernsione, casse previdenziali. E la creazione di un fondo di fondi finanziato per un miliardo, che selezioni dieci gestori da 100 milioni ciascuno per investimenti in Pmi quotate attraverso Pir alternativi.

Manifesto per lo sviluppo del mercato dei capitali: alcune proposte

E a proposito dei Pir, c’è un deflusso costante dei fondi ordinari, 1,8 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno. Una dinamica da frenare con l’introduzione di iniziative volte a evitare tali fenomeni di disinvestimento. Tra le altre proposte (l’elenco totale potete leggerlo qui) l’introduzione di detrazioni fiscali agli investimenti in Pmi innovative, l’allargamento della platea dei potenziali investitori alle persone giuridiche, l’introduzione di un credito d’imposta sui costi della ricerca indipendente sostenuta dagli operatori e un altro credito d’imposta sui costi sostenuti dagli emittenti per la ricerca sponsorizzata. 

E poi ancora l’introduzione dello statutory immunity per i funzionari di Consob, ridefinire la governance stessa della Consob snellendo le procedure di vigilanza e istruttoria per efficientare i costi, inserendo tra gli obbiettivi strategici lo sviluppo e la competitività dei mercati dei capitali. 

Infine, nuove modalità di interazione con i soggetti vigilati sull’esempio delle no action letter americane. L’applicazione dell’arbitrato societario anche alle società quotate per risolvere il tema della lentezza del sistema giudiziario italiano. Prevedere un provvedimento legislativo volto a incentivare il capitale di rischio, riduzione della tassazione sul dividendo a fronte di requisiti minimi di permanenza dell’impresa e rendere strutturale il “Bonus Ipo”, come maggiore incentivo all’assunzione di debito rispetto alla capitalizzazione delle imprese dato dal framework fiscale italiano.

I firmatari

Lungo è l’elenco dei firmatari del Manifesto. Già citata Claudia Parzani, tra gli altri figurano: Andrea Accornero, Italy country head di Simmons&Simmons, Nicola Asti managing partner Freshfields Bruckhaus Deriger, Giovanni Natali, presidente Assonext, Andrea Arosio managing partner di Linklaters, Stefano Caselli, dean di Sda School of Management, Anna Lambiase, direttore responsabile dell’Osservvatorio Pmi Egm, Fabio Sattin, presidente private equity Partners Sgr, Fabrizio Testa, Ceo di Borsa Italiana e Andrea Vismara, Ceo di Equita Group.  

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