Fondo di caffè. Il private equity arriva “in soccorso” di uno degli imprenditore più conosciuti nel mercato della bevanda a sua volta più bevuta al mondo. Entra infatti in Massimo Zanetti Beverage Group il fondo QuattroR. Lo ha confermato Massimo Zanetti stesso, proprietario, tra gli altri, del celebre marchio Segafredo, che è anche main sponsor della Virtus Bologna, tra i club di Serie A più prestigiosi del basket italiano.

Il piano è il seguente: Zanetti è pronto a cedere il 50% dell’azienda a QuattroR. Al fondo italiano va anche la maggioranza dei diritti dei voti. Resterà nel capitale per quattro anni dopo un aumento di capitale da 90 milioni. Seguirà la quotazione in Borsa, presumibilmente nel 2027, anche se non sarà un ritorno a Piazza Affari: Zanetti sta guardando infatti a Wall Street o a Singapore.

Il delisting del 2021

Mzgb era uscito da Borsa Italiana nel 2021, tramite il ritiro dal mercato del 95% del capitale e un prezzo dell’Opa pari a 5,5 euro, la metà degli 11,6 dell’Ipo del 2015. Allora al gruppo era stato attribuito un equity value di circa 325 milioni, sulla base di ricavi 2014 di 781,5 milioni di euro, un Ebitda di 64,6 milioni e di un debito finanziario netto di 243,3 milioni. Il tutto per una valutazione di 9,5 volte l’Ebitda.

L’ingresso di QuattroR sarebbe stato spinto in particolare modo dalle banche a causa del bilancio, che indica un indebitamento stimato di 350 milioni di euro. Secondo quanto riportato anche dal Sole 24 Ore, Rothschild aveva ricevuto nei mesi scorsi un mandato per la ricerca di un fondo interessato in questo senso. La ricapitalizzazione condotta dallo stesso Zanetti con risorse personali -pari a 50 milioni- non è stata ritenuta idonea dalle banche.

Segafredo Zanetti, un po’ di storia

QuattroR avrebbe già pronta una figura per l’amministratore delegato: si tratta di Pierluigi Tosato mentre Massimo Zanetti rimarrà presidente. Segafredo è uno dei colossi internazionali del caffè. L’imprenditore acquisì negli anni 70 la torrefazione bolognese che è diventato in breve tempo il marchio più importante del gruppo, con oltre 40 brand sparsi per il mondo.

La famiglia Zanetti controlla il gruppo attraverso M. Zanetti Industries, società lussemburghese posseduta al 70% da Massimo Zanetti e partecipata per il restante 30% da Laura e Matteo Zanetti, figli di Massimo, titolari di una partecipazione del 15% ciascuno.

Fondi di caffè

Fatturato record nel 2022 per il gruppo Massimo Zanetti Beverage Group, con un aggregato complessivo di 1,5 miliardi di euro. Ha detto il presidente, in un’intervista al Corriere Veneto: “Le imprese di questo comparto si stanno tutte riprendendo. Chiuderemo il 2023 con un fatturato superiore a quello record dello scorso anno ed un Ebitda di 48 milioni. È un peccato dover ricorrere a partner esterni proprio ora, ma la posizione delle banche va compresa”.

Di un fondo come partner finanziario se n’era parlato già alla fine del 2021. Sempre il Sole 24 Ore riporta un progetto di cessione strategica del 30% dell’azienda per poi guardare a nuove acquisizioni all’estero. Tra i nomi che circolavano: Carlyle, Blackstone, Oaktree, Bain e Advent.

Diversi i “matrimoni” tra fondi e i big del caffè. In passato il fondo Taste of Italy 2 è interventuo su Cellini Caffè. Rhone Capital detiene il 20% di Illycaffè. Molto attivo Mindful Capital, che tramite Coffee Holding, piattaforma con cui nel 2019 aveva rilevato caffè Neronobile dal fondo Eos Private Equity, prima ha rilevato il caffé Daroma, poi il 30% di Yespresso, attivo nell’e-commerce delle capsule di caffè.  Anche Caffè Borbone, fondato da Massimo Renda, è controllato per il 60% da Italmobiliare.

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