Dopo un rallentamento nel 2020, a causa della pandemia, il mercato dell’intrattenimento e dei media tornerà a crescere nel 2021. Con 33,6 miliardi di euro di ricavi previsti entro fine anno, il settore si riposizionerà sugli stessi livelli del 2019. A riportarlo è il report Entertainment Media Outlook in Italy 2021-2025 di PwC, la cui analisi – che si concentra principalmente su ricavi totali, spese dei consumatori e ricavi derivanti dalla pubblicità -, oltre a fornire previsioni per i prossimi cinque anni, regala un interessante storico sui numeri del settore negli ultimi anni, partendo dal 2016.

Le spese dei consumatori e i ricavi derivanti dalla pubblicità seguiranno l’andamento, tornando a crescere nel 2021, per riassestarsi sulle cifre pre-pandemia. A fine anno la spesa totale dei consumatori destinata ai media e all’intrattenimento sarà di poco più di 25 miliardi di euro, mentre i ricavi derivanti dalla pubblicità saranno poco più di 8 miliardi.

Giù cinema ed eventi, sale l’intrattenimento tech

Come è facile immaginare, i segmenti del mercato dei media e dell’intrattenimento ad aver subito in maniera più drastica l’effetto Covid-19, sono stati tutti quelli per cui è richiesta la presenza fisica dei consumatori/utenti. Tra questi figurano i segmenti business-to-business (fiere ed eventi dedicati al b2b), out-of-home, musica e podcast (si pensi ai concerti), ma soprattutto il cinema, vittima della frenata più brusca, con un calo dei ricavi 2020 del 71,9% rispetto al 2019.

Continuano a crescere le forme di intrattenimento legate alla tecnologia, come videogames, e-sport e virtual reality. Dei tredici segmenti in cui PwC ha suddiviso il settore, questi sono stati gli unici tre in grado di registrare ricavi in aumento nell’intero periodo preso in analisi, senza subire gli effetti della pandemia. Da notare, inoltre, la tenuta di segmenti più tradizionali come quello della tv, che tra il 2019 e il 2020 ha visto un calo dei ricavi di soli 4,6 punti percentuali, e dei libri, i cui ricavi 2020 sono stati inferiori rispetto all’anno precedente appena dell’1,6%.

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