Il mercato immobiliare italiano ha chiuso il primo semestre 2022 con il valore degli investimenti salito a quota 6,1 miliardi di euro, il doppio rispetto allo scorso anno. A presentare il dato record è l’analisi condotta da Savills, società di consulenza immobiliare britannica, che ha sottolineato come questo risultato confermi l’interesse degli investitori per il mercato italiano, nonostante il clima di incertezza macroeconomico. Una nota negativa però c’é: i rendimenti prime degli uffici e degli asset logistici, in costante diminuzione negli ultimi dieci anni, hanno raggiunto il minimo storico nel corso di questo primo semestre 2022.

Ritorno ai livelli del 2019?

Dopo un rallentamento fatto registrare nel 2020 e nel 2021, con investimenti annui rispettivamente a 8,6 e 9,4 miliardi, il mercato immobiliare italiano potrebbe tornare sugli stessi livelli del 2019. In quell’anno il volume degli investimenti arrivò a toccare complessivamente quota 12,1 miliardi di euro. Qualora il mercato mantenesse il ritmo attuale, dunque, a fine 2022 gli investimenti potrebbero arrivare a toccare i 12,2 miliardi, tornando di fatto sui livelli del 2019.

Gli uffici tornano a essere l’asset di riferimento, ma la logistica è il settore più cresciuto durante la pandemia

Gli uffici, con 2,2 miliardi di euro e un’incidenza pari al 37% sul totale degli investimenti, si riconfermano il settore dominante, dopo che lo scorso anno erano stati superati dalla logistica. Quest’ultima, nel corso del primo semestre, ha fatto registrare volumi pari a 1,8 miliardi di euro, rappresentando il 30% del totale investito.

I due settori sono cresciuti rispettivamente del 201% e del 147% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, raggiungendo un market share complessivo pari a oltre il 60% sul totale dei volumi, seguiti da hospitality e living. Il comparto retail, sebbene in crescita del 133% rispetto al primo semestre del 2021, si posiziona al quinto posto, con 0,4 miliardi di euro investiti.

Confrontando i dati odierni con quelli precedenti allo scoppio della pandemia, si può notare come, nonostante permanga la predominanza degli uffici fra le asset class, quello logistico sia stato il settore che è cresciuto maggiormente. Da sottolineare, inoltre, che l’hospitality, anche se in ripresa, non è ancora tornato ai livelli precedenti la pandemia, e che il retail, seppur ancora distante dai dati storici, conferma l’attrattività di alcuni settori, come l’high street e i retail park.

La geografia degli investimenti: Milano resta punto di riferimento, Roma in forte crescita

Milano rimane centrale per investitori alla ricerca principalmente di uffici, ma anche di living e logistica. Tuttavia, si segnala che nella prima parte dell’anno Roma è tornata prepotentemente nel mirino degli investitori. Il mercato della capitale ha infatti raggiunto una market share pari al 15% sul totale dei volumi di investimento, soprattutto grazie a uffici e hotellerie.

Risultano in crescita anche altre città italiane quali ad esempio l’area di Verona e Siena, grazie principalmente alla diversificazione dei settori di investimento, in particolar
modo alla logistica e al settore alberghiero.

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