Nonostante la “bella” notizia dell’unione tra Ubs e Credit Suisse e nella notte siano scese in campo le principali banche centrali del mondo per assicurare liquidità al sistema, Piazza Affari apre la settimana in negativo. Stesso andamento al ribasso anche per le principali borse europee. A Milano il Ftse Mib registra pioggia di vendite, che scambia con una pesante flessione dell’1,94%: la causa? Il settore bancario che scivolta oltre -4%.

Non bene la piazza di Francoforte che registra -1,45%, come soffreno anche Londra che evidenzia una perdita dell’1,37%, e Parigi, con un decremento dell’1,21%. Sale poi lo spread attestandosi a 192 punti base, con un incremento dell’8% e con il rendimento del Btp decennale pari al 3,86%.

Gli investitori sono preoccupati che dopo la banca elvetica, altri istituti possano essere in difficoltà, trovandosi a fare i conti con uno squilibrio tra attivi e depositi. Per altro alla Borsa di Zurigo Ubs ha aperto in ribasso quasi del 9%, mentre Credit Suisse tracolla di oltre il 60%.

Sui mercati gli annunci sul Credit Suisse hanno posto in secondo piano anche la notizia che il presidente cinese, Xi Jiping, oggi incontrerà a Mosca il presidente russo, Vladimir Putin, per analizzare un eventuale piano di pace per l’Ucraina. Intanto sale l’attesa per la decisione che adotterà il Fomc, il braccio operativo della Fed. Gli esperti ritengono che sarà deciso un rialzo di 25 punti base, dopo i crack di Svb e Signature Bank.

L’agenda di borsa

L’inflazione annua dei produttori in Germania è rallentata per il quinto mese consecutivo al minimo di 17 mesi del 15,8% nel febbraio 2023 da un 17,6% rivisto al ribasso nel mese precedente, e rispetto alle previsioni di mercato del 14,5%, tra aumenti più moderati dei prezzi dell’energia . I prezzi dell’energia sono rimasti i maggiori contributori al rialzo (27,6% vs 32,2% di gennaio), in particolare la distribuzione di gas naturale (38,9%) ed elettricità (27,1%). Escludendo l’energia, i prezzi alla produzione sono aumentati del 10,2% rispetto all’anno precedente.

Altri incrementi di costo significativi si sono registrati nei beni intermedi (8,6%), in particolare legno (45,5%), farina di cereali (33,3%) e metalli (3,2%); beni di consumo non durevoli (17,9%), come il cibo (23,4%); beni di consumo durevoli (10,5%); e beni strumentali (7,7%), guidati principalmente da macchinari (9,4%) e veicoli (5,6%). Su base mensile i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,3%.

I titoli a Piazza Affari

Tra i best performers di Milano, in evidenza A2A (+2,36%), Terna (+1,66%) e Snam (+1,07%). Le più forti vendite, invece, si manifestano su Bper, che prosegue le contrattazioni a -6,08%. Tonfo di Banco Bpm, che mostra una caduta del 5,10% e Unicredit, che soffre un calo del 4,60%.

Materie prime

Il prezzo del petrolio scende di circa il 3% e giunge tra i 64 e i 65 dollari al barile (come indicato nel grafico sotto), dopo che la notizia dell’acquisizione di Credit Suisse da parte di Ubs, sostenuta dal governo, e l’azione coordinata delle principali banche centrali per aumentare la liquidità del dollaro hanno in qualche modo attenuato le preoccupazioni del mercato su una crisi bancaria e finanziaria più ampia, aiutando gli asset rischiosi. Anche i segnali di una forte domanda da parte del principale importatore di greggio cinese hanno sostenuto i prezzi del petrolio, con Unipec che ha acquistato 2 milioni di barili di greggio Johan Sverdrup del Mare del nord e dati che mostrano che le importazioni di petrolio dalla Cina sono aumentate del 12% su base annua a febbraio, secondo quanto riportato da Bloomberg.

Nel frattempo, il benchmark petrolifero statunitense è crollato del 12,7% la scorsa settimana ai livelli più deboli dal dicembre 2021 dopo che le turbolenze bancarie globali iniziate con il crollo della Silicon Valley Bank negli Stati Uniti hanno alimentato i timori di una più ampia debolezza dell’economia mondiale e scosso i mercati finanziari.

Il prezzo del gas europeo scende invece più del 5% toccando i 40 euro per megawattora, non lontano dai minimi di un anno e mezzo fa, tra previsioni di clima mite, prospettive di forte energia eolica e gas sufficiente in inventario. I serbatoi di stoccaggio del gas europei sono pieni al 56%, con la Germania che registra un livello del 64%.

Tuttavia, persistono preoccupazioni per le interruzioni nei terminali Gnl e negli impianti nucleari in Francia, con i livelli di stoccaggio del gas nel paese che scendono al 31%. Le consegne di Gnl in Europa e Turchia sono crollate di quasi il 19% la scorsa settimana a causa degli scioperi sulle riforme pensionistiche in Francia, secondo le stime di Kpler.

Mercato valutario

L’indice del dollaro è stabile sui 103 punti, sempre a causa dell’acquisizione forzata di Credit Suisse. Nel frattempo, la Federal Reserve e altre cinque banche centrali hanno annunciato un’azione coordinata per migliorare la liquidità negli accordi di swap in dollari Usa per mantenere la stabilità nel sistema finanziario globale. Gli investitori ora guardano avanti alla decisione politica della Fed di mercoledì, dove si prevede un aumento più moderato del tasso di 25 punti base alla luce dell’allentamento delle pressioni inflazionistiche e delle recenti turbolenze bancarie.

Stabile anche l’euro (come indicato nel grafico sotto) sopra i 1,06 dollari dopo che la Bce ha alzato i tassi di interesse come previsto di 50 punti base per combattere l’inflazione.

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