Banca Monte dei Paschi di Siena riduce i rischi legali e spiana la strada a un potenziale acquirente. Ieri sera, l’istituto senese ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena per risolvere, attraverso il pagamento di 150 milioni di euro, la vertenza legata all’acquisizione di Banca Antonveneta, all’aumento di capitale 2011 e agli aumenti di capitale 2014-2015.

Mps, si legge in un comunicato, si impegna a sottoporre alla deliberazione del prossimo cda, che si terrà il 5 agosto, una transazione che definisce in maniera conclusiva ogni contenzioso in essere.

L’accordo preliminare consente alla banca guidata dall’amministratore delegato Guido Bastianini (nella foto di copertina) di ridurre le richieste risarcitorie per un ammontare pari a 3.8 miliardi, “offrendo un contributo rilevante alla soluzione del principale elemento di incertezza che grava sul bilancio”.

I rischi legali complessivi che gravavano su Mps prima della transazione con la Fondazione ammontavano a circa 10 miliardi.

“Si tratta di un buon accordo per la Fondazione e per far crescere il suo patrimonio”, ha dichiarato il presidente dell’ente, Carlo Rossi.

La transazione è stata siglata nello studio dell’avvocato Andrea Zoppini.

A questo punto, per il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), primo azionista di Mps con una quota del 64%, diventa più facile definire una road mal insieme agli advisor BofA-Merrill Lynch e Orrick per trovare la soluzione che consenta di rispettare gli impegni assunti con Bruxelles sulla privatizzazione della banca.

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