Vola Mps a Piazza Affari dopo l’assoluzione dell’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo e l’ex amministratore delegato Fabrizio Viola da parte della II Corte d’Appello di Milano dalle accuse di falso in bilancio e aggiotaggio in relazione ai derivati Santorini e Alexandria.

“Il fatto non sussiste”, questo hanno stabilito i giudici di secondo grado, che hanno ribaltato così la sentenza con cui il Tribunale, il 15 ottobre 2020, aveva condannato i due ex dirigenti a sei anni di reclusione. In appello è stata assolta anche la banca come responsabile civile e sono state revocate le statuizioni civili che erano state riconosciute alle parti civili con la condanna di primo grado.

La reazione del mercato

Dopo l’apertura di Wall Street, Mps guadagna il 3% a 3,37 euro ad azione, non distante dai massimi raggiunti la settimana scorsa a 3,44 euro, record da ottobre 2022, grazie alla promozione dell’ outlook da parte della Bce, che ha seguito quella delle agenzie di rating. Al titolo serve un ulteriore 5% per riassorbire definitivamente il gap down di circa il 16% avvenuto lo scorso anno.

Secondo gli analisti, la sentenza di assoluzione potrebbe ulteriormente ridurre i rischi legali tuttora presenti nel bilancio della banca. Ulteriori riduzioni del petitum a seguito della sentenza Profumo-Viola determinerebbero, secondo quanto sottolineano gli analisti in vari report, “rilascio di riserve a beneficio del capitale”.

La procura generale di Milano, che aveva invece chiesto la conferma della condanna, può ora far ricorso alla Corte di Cassazione, ultimo grado di giudizio, che l’11 ottobre scorso ha assolto in via definitiva tutti gli imputati del processo principale sulla contabilizzazione dei due derivati dal 2009 al 2011 da parte di Mps. I due ex vertici erano imputati per la stessa vicenda, ma per il periodo fra il 2012 fino alla semestrale 2015.

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