Le ricomprerà. Tutte. “Sempre che non debba procedere con l’acquisto di Twitter”. Intanto però Elon Musk ha venduto 6,9 miliardi di dollari di azioni Tesla nell’ultima settimana, stando a un documento Sec pubblicato a mercati chiusi. Ha venduto, o forse sarebbe più corretto dire “è stato costretto a vendere”? Perché Musk deve prepararsi a un’importante battaglia legale, quella contro Twitter, dopo l’Opa lanciata a fine aprile, e poi ritirata.

Una mossa che non è piaciuta alla compagnia fondata da Jack Dorsey. Che infatti ha subito fatto causa all’imprenditore, cercando di costringerlo a rispettare l’accordo da 44 miliardi di dollari raggiunto la scorsa primavera. Una denuncia presentata il 12 luglio scorso presso la corte della cancelleria del Delaware: gli avvocati di Twitter ritengono che Musk debba necessariamente completare l’acquisizione al prezzo di $ 54,20 per azione, come concordato.

La spiegazione di Musk: “Evitare una vendita di emergenza”

“Nel (malaugurato) caso in cui Twitter ottenga la chiusura dell’accordo e che i partner non si facciano avanti, è importante evitare una vendita d’emergenza delle azioni Tesla”. Così ha spiegato la sua mossa Elon Musk, ovviamente attraverso un tweet. Mossa che riguarda 7,92 milioni di azioni del gruppo. “Basta così -ha aggiunto Musk-. Almeno per adesso”.

La sostanza è chiara: l’operazione è stata compiuta per evitare une vendita di emergenza. Nel momento in cui dovesse perdere la causa contro il social media evidentemente non è, al momento, nelle condizioni di poterselo permettere. Se invece non dovesse procedere con l’acquisto, per sua stessa ammissione, il ceo di Tesla riacquisterà tutte le azioni vendute.

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