L’ultimo successo per Nb Renaissance si chiama Bending Spoons, azienda italiana sviluppatrice di applicazioni per dispositivi mobili, che ha chiuso un nuovo round di finanziamento del valore complessivo di 155 milioni di dollari, arrivando a valere 2,5 miliardi di dollari.  La società, con asset in gestione per 2,8 miliardi, aveva investito nella realtà tech nell’agosto 2023 in un aumento di capitale da 100 milioni di euro. “Si tratta di un vero gioiello – commenta in questa intervista Stefano Bontempelli, co-founder e senior partner di Nb Renaissance e membro del cda della società – Bending Spoons è fra le prime società in Europa nello sviluppo di consumer apps ed è particolarmente scalabile. Da quando siamo entrati, abbiamo realizzato due add-on con lo scopo di trasformare la società in una piattaforma che sviluppi app e soluzioni tecnologiche”.

Finora il team, guidato da Bontempelli,  Fabio Canè e Marco Cerrina Feroni, ha investito 750 milioni di euro dell’ultimo fondo, il terzo che ha una dotazione di 1 miliardo, e lo scorso anno ha messo a segno due acquisizioni, U-Power e Neopharmed, e appunto investito in Bending Spoons, oltre a dieci add-on. Forte di questo successo, il gruppo a quanto risulta si prepara a lanciare quest’anno il quarto fondo, con target di raccolta simile al veicolo precedente

Dott. Bontempelli, per molti il 2023 è stato un anno di rallentamento, non per voi…
Per noi è stato un anno molto attivo, sia come nuovi investimenti che come exit. Il mercato l’ho visto e lo vedo ancora dinamico, c’è un secondario sviluppato e quindi maggiore liquidità. Per quanto ci riguarda, la nostra scelta di evitare le aste, scegliendo i deal primari, ci consente di risentire meno l’influenza dei cicli del mercato m&a, che lo scorso anno ha visto una complessiva battuta d’arresto.

Ciò implica però il contatto e il rapporto con l’imprenditore. Vedete davvero maggiore consapevolezza e apertura da parte delle imprese?
La risposta è sì, c’è stata un’accelerazione della presa di consapevolezza, se non fosse per una questione anagrafica delle nuove generazioni che hanno preso in consegna l’azienda di famiglia, e anche perché ormai stanno capendo che la scala è decisamente importante.

Come stanno andando le aziende in portafoglio? Il 2023 è stato un anno positivo a livello di portafoglio con una crescita dell’8% a livello di ricavi e del 17% come EBITDA. Anche per il 2024 ci aspettiamo una performance positiva.

Sicit e’ un’altra eccellenza del vostro portafoglio, Come prevedete di svilupparla ulteriormente?

Sicit è un modello di economia circolare Con questa azienda, leader mondiale nella produzione di biostimolanti per l’agricoltura dai residui dell’industria conciaria, abbiamo acquisito Patagonia Biotecnologia, azienda cilena attraverso la quale Sicit può allargare il suo portafoglio ai prodotti a base di alghe marine ed espandere così il proprio mercato anche ai biostimolanti di origine vegetale negli oltre 80 Paesi dove è già presente. Stiamo inoltre avviando un nuovo impianto in Messico e introducendo una significativa innovazione nel processo di trasformazione industriale.

Quella del buy and build è la strada intrapresa da molti fondi…
Il consolidamento di settori frammentati può rappresentare certamente una modalità di creazione di valore importante. Prima però è necessario dotare l’azienda di una governance funzionale a questo tipo di crescita per linee esterne e di un solido progetto industriale. È quello che ad esempio stiamo realizzando in Rino Mastrotto, trasformando l’azienda da produttore di pelle di alta qualità in un fornitore di una più ampia gamma di prodotti per il settore della moda, puntando però sempre all’altissima qualità.

A livello generale, a quali aziende guardate?
Guardiamo a società di media dimensione che siano tipiche eccellenze della manifattura italiana che esportano e sono competitive all’estero, che si occupino di digitalizzazione delle imprese o sostenibilità e infine guardiamo ai settori wellness ed healthcare. In ogni caso, il nostro modello è realizzare partnership con gli imprenditori, che reinvestono e continuano a portare valore in azienda.

Come vede i multipli oggi?
Vedo un mercato interessante almeno negli ambiti che seguiamo noi e scegliendo deal primari, con prezzi più giusti.

Quanto alla raccolta?
C’è sicuramente un rallentamento del mercato della raccolta che ci auguriamo possa riprendere a breve. Il miglioramento del mercato del debito dovrebbe consentire ai grandi fondi di riprendere quell’attività di exit che immette nuova liquidità nel sistema con un effetto virtuoso sulla raccolta. Siamo fiduciosi che se c’è una buona proposta, se ci sono track record, un team consolidato ma soprattutto una strategia di investimento chiara che porti alla creazione di valore per le aziende allora gli investitori sono ricettivi e disponibili. Abbiamo molte belle storie di aziende da raccontare ai nostri investitori e siamo pertanto ottimisti..

Lascia un commento

Related Post