No comment di Cvc ai rumor su una possibile offerta allo studio per rilevare Nexi. Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, il fondo di private equity avrebbe iniziato a valutare la possibilità di presentare una proposta per il gruppo dei pagamenti, approfittando anche del calo delle quotazioni, scese del 22% da inizio anno. Nessun commento anche da parte di alcuni soci privati di Nexi, raccolti nella holding Mercury.

Il titolo a Piazza Affari non è riuscito ad aprire in avvio, mostrando un rialzo teorico di oltre il 18%, valore che potenzialmente potrebbe permettere a Nexi di recuperare quasi del tutto le vendite accumulate da inizio anno.  Nexi ha battuto il primo prezzo alle 9.54, con un balzo del 18,4% a 6,82 euro, mentre a metà mattinata la fiammata si è ridotta: +11% a 6,3 euro ad azione.

Chi sono gli azionisti di Nexi

“Cvc non sta preparando nessuna offerta” è quanto avrebbe detto una fonte vicina al fondo secondo Reuters. “Ma un’operazione su Nexi è solo una delle tante opzioni allo studio”. Una smentita, seppur momentanea, che ha contribito al freno moderato degli acquisti su Nexi. In passato ci sono stati gruppi di buyout che hanno studiato operazioni per delistare la società, che non si sono però concretizzate.

Tra gli azionisti figurano le società di private equity Hellmann & Friedman, entrata quando Nexi si è fusa con la rivale Nets in un’operazione completata nel 2021, e Advent e Bain, che l’avevano portata sul mercato quattro anni fa. La presenza di fondi azionisti che si troveranno a dover liquidare il loro investimento e il prezzo basso delle azioni hanno alimentato persistenti speculazioni sul futuro di Nexi. Tuttavia, tra gli azionisti del gruppo c’è anche il governo italiano attraverso Cdp, che detiene il 13,6%. Poste Italiane possiede il 3,5%. Il governo ha il potere di bloccare qualsiasi influenza indesiderata su una società come Nexi, considerata di interesse strategico nazionale.


Grf Nexi by Borsa Italiana 

Equita: “Risvolti positivi, in estate boom del private equity nel settore dei pagamenti”

Gli analisti di Equita ricordano che nell’estate del 2023 i fondi di private equity sono stati molto attivi nel settore dei pagamenti: “Gtcr ha annunciato l’intenzione di acquisire una quota di maggioranza di Worldpay da Fis per una valutazione di 18,5 miliardi di dollari o circa 10 volte l’Ebitda, mentre Brookfield ha annunciato un’opa su Network International per circa 3 miliardi di dollari, 13 volte l’Ebitda”.

Ai prezzi attuali, aggiunge Equita, Nexi viene scambiata a sei volte l’Ebitda 2023 “con un forte sconto sia rispetto al prezzo obiettivo (nove volte l’Ebitda atteso per il 2024 a 10 euro per azione), sia rispetto alle recenti valutazioni m&a”. La notizia, quindi ha risvolti positivi per Nexi, visto il gap valutativo fra i multipli correnti e quelli di m&a e considerando anche che i fondi di private equity entrati nel’azionariato di Nexi tramite il conferimento di Nets (e che oggi hanno il 30% del capitale) potrebbero richiedere un premio significativo per uscire visto che hanno un prezzo di ingresso elevato.

Nexi era sotto i riflettori già prima dell’apertura di Piazza Affari: il progresso teorico prima dell’avvio delle contrattazioni era del 6,8% a 6,15 euro. Dal punto di vista tecnico, le attese sono per un proseguimento della giornata in senso positivo con resistenza vista in area 6,883 e successiva a quota 7,091. Supporto a 6,675.

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