Nvidia è il brand tecnologico più grande del mondo. Eppure sono in pochi a pronunciarlo correttamente, sostiene Bloomberg in un articolo che risale al mese di aprile del 2023. “Presto però impareremo a pronunciarlo tutti nel modo giusto, questo En-Vi-Deeyaah” scrive la testata americana, ricordando il fatto che nell’ultima classifica dei 100 migliori band globali stilata da Interbrand, di Nvidia non c’è traccia (tutto vero, guarda qui).

Tanto vale allora cominciare proprio dal nome, e quindi anche dalle origini, anche perché ancora nessuno ne ha parlato. Deriva da Nv, che sta per Next Version. Poi c’è la parola latina, invidia, che a sua volta contiene il termine Vid, in riferimento alle radici della società, ovverosia il settore delle schede grafiche per i videogames.

Oggi il gaming rappresenta solo il 19% dei ricavi di Nvidia. Hanno raggiunto quota 12,29 miliardi di dollari contro un’aspettativa di appena 1,2 miliardi che poi non è che siano bruscolini. Anche il quarto trimestre del 2023 ha raggiunto risultati inaspettati, un guadagno quattro volte più grande delle stime. Le vendite? In totale 18,2 miliardi di dollari, significa il +409% rispetto allo scorso anno. L’incessante domanda di chip sta rendendo l’azienda di Santa Clara, Silicon Valley, un pioniere dell’intelligenza artificiale generativa. La domanda supera l’offerta. Meta avrebbe già ordinato i processori di Nvidia per una quantità non definita di “miliardi di dollari”. Un’euforia tale che di bolla, almeno per adesso, non se ne parla.

Nvidia più forte di banche centrali e recessione

Nvidia corre talmente forte che neanche le banche centrali riescono a moderare i mercati. La scelta della Fed di rinviare almeno a giugno il taglio dei tassi avrebbe raffreddato qualunque listino in qualunque momento. Ma il gruppo guidato dal manager americano di origini taiwanesi Jensen Huang sta raccogliendo una quantità di denaro tale che è stato capace di prendere per mano ogni singola piazza mondiale e portarla su nuovi record storici.

Tokyo è ormai prossimo ai 40.000 punti. Non c’era mai arrivato prima. Si tratta del massimo di sempre. Stessa traiettoria il Dax di Francoforte, 17.423 punti e parliamo di due Paesi in recessione. Milano ha superato i 32.000 punti. Sembrava che quota 30.000 fosse un buon punto di arrivo e invece ha tagliato un altro traguardo, con tanto di aggiornamento dei massimi che non si vedevano dal 2008. Anche l’India e ovviamente gli Usa stanno registrando una vera e propria impennata dei prezzi, con l‘S&P 500 che ha superato abbondantemente i 5.000 punti a Wall Street. Manco a dirlo, è record storico.

D’altronde non è la prima volta che la finanza corre più dell’economia reale. Oggi la crescita globale sta rallentando, il 2024 potrebbe essere un anno di attesa visto che a novembre ci sono le elezioni americane e i conflitti in Medioriente e Ucraina non vedono ancora la fine. Come se non bastasse anche la Cina si muove con il freno a mano tirato e il Mar Rosso è ancora chiuso alla maggior parte delle rotte navali.

 

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Il ritmo di crescita di Nvidia? Il più veloce di sempre

Poi però c’è Nvidia. Che raggiunge i 2.000 miliardi di dollari di valore di mercato e lo fa al ritmo più veloce di sempre, un po’ come ha fatto la Bce durante l’innalzamento dei tassi: +1.000 miliardi di valore in più negli ultimi nove mesi. Così è diventata la terza società più capitalizzata al mondo, ha messo la freccia su Amazon e Google e adesso davanti a sé ci sono solo Microsoft e Apple, che presto si renderanno conto di aver bisogno di investire più di quanto preventivato nei processori Nvidia, così come anche nei microchip di Tsmc, società leader a Taiwan del settore. Sia Nvidia che Tsmc a loro volta avranno bisogno delle macchine di Asml, gruppo olandese che fornisce la tecnologia necessaria per la produzione di questi microprocessori. Questo significa che la crescita esponenziale di Nvidia sta creando posizioni dominanti anche nei mercati interconnessi all’intelligenza artificiale.

Il gioiello di Nvidia si chiama H100 Graphics, sostanzialmente è il cuore di Nvidia Data Center, l’oggetto di cui l’intelligenza artificiale ha scoperto di non poterne fare a meno. Quando si è capito che questi chip gestivano meglio di tutti i calcoli necessari all’Ai generativa, inevitabilmente il gruppo ha virato tutto in quella direzione, facendo una sorta di all-in. Ed è un industria appena nata, da meno di un anno. Per questo quando si scrive che i numeri spettacolari di Nvidia che stiamo vedendo potrebbero essere solo una minima parte di quello che potrebbe generare in futuro.

Intanto a Wall Street, il titolo ha guadagnato il 24% solo nel mese di gennaio. A febbraio è arrivato al +30% e il mese deve ancora chiudersi. Ha guadagnato già più del 50% rispetto al 2023 nei primi due mesi dell’anno appena iniziato. E sapete com’era andato nel 2023? Una crescita del +239% rispetto al 2022. Una singola azione oggi vale 800 dollari. A inizio gennaio ne valeva meno di 500. Per molti analisti presto una singola azione arriverà a costare mille dollari. “Nel futuro tutte le aziende del mondo utilizzeranno i nostri chip” ha commentato il co-founder di Nvidia, Jensen  Huang. Come recita il proverbio: non fu mai gloria senza… Nvidia.

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