Niente più sesso su OnlyFans. Il portale che consente di accedere ai contenuti soltanto agli abbonati ha annunciato che vieterà la pornografia, pur continuando a consentire la nudità.

A indurre OnlyFans a questa svolta sono state le società di intermediazione dei pagamenti, che hanno esercitato pressioni affinché il sesso esplicito venisse vietato.

La società continuerà a consentire che le persone si mostrino nude, ma “qualsiasi contenuto contenente comportamenti sessualmente espliciti” sarà vietato. Il ban sarà effettivo da ottobre.

Un boom di utenti durante il lockdown

La società è nata nel 2016. Sul sito sono riportati i numeri, davvero impressionanti: oltre 1,5 milioni di persone che caricano contenuti, circa 150 milioni utenti registrati, più di 5 miliardi di sterline pagati ogni anno a chi posta video sul sito. Con sede nell’Essex, forte di duecento dipendenti e guidata dall’amministratore delegato Timothy Stokely, OnlyFans fa capo a Fenix International Limited, una società riconducibile alla famiglia Stokely, che ne rappresenta il volto pubblico. La proprietà di OnlyFans, però, è in mano a Leonid Radvinsky, cittadino statunitense di origini ucraine, personaggio schivo, considerato un veterano della pornografia online.

La popolarità di OnlyFans è letteralmente esplosa durante il lockdown dovuto alla pandemia da Covid-19: milioni di persone si sono iscritte per accedere ai contenuti postati dai creatori.

Un futuro diverso

Il sito contiene contenuti di ogni tipo, dalle lezioni di cucina degli chef ai corsi di yoga, ma il materiale di gran lunga più popolare è il sesso. Da tempo, però, diversi analisti hanno sottolineato come OnlyFans potrebbe diventare una piattaforma perfetta per convogliare contenuti di qualità a un’utenza interessata. Gli ambiti potenziali di applicazione sono svariati: la musica e il giornalismo, per esempio.

Nella musica, per esempio, la rapper Cardi B ha pubblicamente elogiato OnlyFans. E diversi colleghi ne stanno seguendo la strada.

Le pressioni sui social network

Il modello di business si basa sul pagamento dei fans per accedere ai contenuti. Di conseguenza, le pressioni di banche e società che gestiscono le transazioni finanziarie hanno trovate orecchie attente nei vertici societari. Da qui il cambio di rotta.

“Per garantire la sostenibilità a lungo termine della piattaforma e per continuare a ospitare una comunità inclusiva di creatori e fan, dobbiamo evolvere le nostre linee guida sui contenuti”, ha affermato un portavoce del sito, secondo quanto riportato da The Guardian.

Sinora, è innegabile, il motore di OnlyFans è stato il sesso. Con lauti guadagni per i creatori: secondo i dati interni ottenuti da Axios, infatti, circa 16.000 produttori di contenuti guadagnano almeno 50.000 dollari l’anno.

I difensori di OnlyFans sottolineano come consenta, di fatto, di praticare la prostituzione sfuggendo al controllo della criminalità.

Con il successo è arrivata l’attenzione della politica. All’inizio di questo mese più di un centinaio di membri del Congresso Usa ha chiesto un’indagine del dipartimento di giustizia su OnlyFans, in relazione alla presunta presenza di materiale con minori.

Principale veicolo di diffusione di internet agli albori, negli anni Novanta del secolo scorso, il porno online continua a godere di grande successo. Ma le pressioni di politici, investitori e società di gestione dei pagamenti stanno progressivamente espellendo i contenuti espliciti dai social network.

Nel 2018 è stato bandito da Tumblr. Facebook e Instagram vietano i contenuti espliciti. Twitter, al momento, continua a consentire la pubblicazione di contenuti pornografici.

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