L’anno in corso offre numerose opportunità per le imprese italiane, che possono beneficiare di una vasta gamma di misure di finanziamento agevolato, volte a sostenere territori in difficoltà e regioni meno sviluppate. Inoltre, vi è un’ampia selezione di bandi dedicati alla transizione ecologica e digitale, all’innovazione e al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Pnrr e dalla programmazione comunitaria in vista della Transizione 5.0.

Abbiamo discusso di queste prospettive con Daniele Grillo, Ceo di Finadvance, una società di consulenza aziendale con sede a Roma, nota per l’expertise ultradecennale dei suoi professionisti, organizzati in team.

Quali sono le principali sfide e opportunità che il 2024 presenta per le imprese italiane in termini di finanza agevolata sia a livello nazionale che  internazionale?

Il 2024 si preannuncia un anno all’insegna di grandi opportunità per la finanza agevolata, soprattutto perché c’è la necessità di superare una situazione di crisi iniziata dal 2020. Innanzitutto, va menzionata la rielaborazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza promossa dal Governo e approvata dalla Commissione Europea.

Attualmente il PNRR include un capitolo supplementare denominato “RePowerEu”, dotato di 11,2 miliardi di euro (inferiori ai 19,3 miliardi originariamente richiesti dal Governo), di cui circa 2,7 miliardi provengono da contributi comunitari aggiuntivi. Questa modifica aumenta la quota relativa agli obiettivi ambientali rispetto alla somma totale del Piano.

Tra le principali novità dalla “settima missione” del Pnrr, che influisce anche su alcuni investimenti delle sei fasi precedenti, si evidenziano: il potenziamento dei crediti d’imposta di Transizione 5.0, con un’attenzione specifica agli obiettivi di sostenibilità, i quali devono essere comprovati attraverso adeguate certificazioni; il sostegno alle piccole e medie imprese per la produzione autonoma di energia da fonti rinnovabili; il supporto al sistema produttivo per la transizione ecologica, l’adozione delle tecnologie Net Zero e il potenziamento della competitività e resilienza delle filiere strategiche.

Il RePowerEu e le modifiche al Pnrr stanno portando a un notevole aumento delle misure dirette alle imprese e si prevede un ulteriore incremento di agevolazioni per raggiungere un valore complessivo di 12 miliardi, come programmato dall’attuale Governo. Questo è particolarmente significativo considerando l’incremento del massimale degli aiuti di Stato da 200mila a 300mila euro a partire dal 2024 ricevibili dalle imprese in tre anni, grazie alla recente modifica del regolamento “de minimis”.

La Commissione europea ha prorogato alcune sezioni del quadro temporaneo di crisi e transizione fino a giugno 2024, inizialmente introdotto a seguito del conflitto russo-ucraino per gestire gli aumenti di costi dell’energia.

Il Fondo di Garanzia di Mediocredito Centrale ha confermato il limite di 5 milioni per l’importo massimo garantito, estendendo la platea dei beneficiari e stabilendo nuove percentuali di copertura in base alle fasce di merito di credito. Sace ha introdotto nuovi schemi di garanzia, tra cui Green Push e Archimede, con l’obiettivo di sostenere l’export italiano e finanziare investimenti a medio-lungo termine.

La riapertura dei contratti di sviluppo, con sportelli dedicati a programmi industriali, tutela ambientale e turismo, rappresenta un altro punto saliente. Nel 2024, queste misure rimarranno lo strumento principale a livello nazionale per supportare investimenti di grande portata.

A livello regionale, si prevedono nuovi contributi in diverse aree, con un particolare focus sulla Ricerca & Sviluppo. Il Sud beneficerà di 473 milioni per progetti di innovazione legati a tecnologie avanzate. Emergono anche programmi regionali di emissioni di basket bond, con la Campania che si distingue per il Fondo Basket Eque, uno strumento finanziario dedicato a co-investimenti in aziende locali. Complessivamente, il panorama delineato offre prospettive interessanti per le imprese, con la speranza che i risultati conseguiti entro la fine del 2024 superino le aspettative.

In che modo la rimodulazione del Pnrr influenzerà le risorse disponibili per le imprese e quali sono i principali settori che beneficeranno di questi fondi?

La revisione del piano porta a modifiche sostanziali rispetto all’implementazione iniziale: se 107 misure rimangono invariate, ben 82 subiscono correzioni nei milestone/target/finanziamento. Sono introdotte 23 nuove misure tra investimenti e riforme, per un totale di 15,4 miliardi di finanziamenti del Pnrr. Di queste, 17 sono legate alla Missione sette, integrata nel piano in attuazione del programma RePowerEu; sei nuove misure si aggiungono alle missioni esistenti, con un finanziamento complessivo di 4,3 miliardi. La revisione prevede anche la cancellazione di quattro misure presenti nel Pnrr originario, in risposta alle nove richieste di tagli totali avanzate dal Governo nella sua proposta iniziale di riformulazione.

Le misure eliminate riguardano interventi dei comuni, investimenti per le aree interne, promozione degli impianti innovativi (incluso offshore) e valorizzazione dei beni confiscati alle mafie, per un totale di sei miliardi. Al contrario, cinque misure che il governo voleva eliminare non sono state finanziate integralmente, tra cui gli investimenti in progetti di rigenerazione urbana, i Piani urbani integrati, e misure per la gestione del rischio di alluvione e la riduzione del rischio idrogeologico.

Le misure legate a RePowerEu potrebbero comportare un sostegno significativo alle imprese rispetto alle misure eliminate o definanziate, che erano prevalentemente incentrate su investimenti pubblici locali. È essenziale monitorare attentamente il rispetto dei criteri per l’erogazione dei sussidi al fine di evitare problematiche simili al Superbonus. I principali settori destinatari dei fondi del Pnrr includono innovazione e ricerca, transizione verde, digitalizzazione, infrastrutture e settori tradizionali.

I principali settori che potrebbero beneficiare dei fondi includono: innovazione e ricerca: settori ad alta innovazione tecnologica potrebbero ricevere maggiori risorse per favorire la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie e prodotti; transizione verde: settori legati all’ambiente e alla sostenibilità potrebbero beneficiare di investimenti per la transizione verso un’economia più sostenibile; digitalizzazione: settori legati alla tecnologia digitale e alla trasformazione digitale potrebbero ricevere risorse per accelerare il processo di digitalizzazione delle imprese e dei servizi pubblici; infrastrutture: settori legati alle infrastrutture fisiche e digitali potrebbero beneficiare di investimenti per migliorare la connettività e l’efficienza delle reti di trasporto, energia e comunicazione; settori tradizionali: settori industriali tradizionali potrebbero ricevere sostegno per modernizzarsi e diventare più competitivi sul mercato internazionale.

Potrebbe approfondire l’importanza della rimodulazione del Pnrr e quali sono le informazioni ancora mancanti per garantire l’erogazione delle risorse?

Il Governo ha recentemente compiuto progressi significativi, ottenendo l’approvazione europea per la revisione e l’erogazione della quarta tranche di fondi. Tuttavia, persistono criticità evidenziate dalla mancanza di informazioni pubbliche sull’avanzamento dei progetti finanziati tramite il Pnrr su Regis. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio ha sottolineato che la revisione del Pnrr non ha affrontato le cause dei ritardi, portando a uno stallo nei lavori durante le trattative con le istituzioni europee. L’analisi dell’Upb ha rivelato una situazione preoccupante, con dati incompleti e non tempestivi su Regis. Per superare queste sfide, l’Upb ha integrato i dati con informazioni dall’Anac sulle gare d’appalto. La spesa effettiva al 26 novembre è stata del 14,7% delle risorse totali Pnrr, ma nel 2023 si è verificato un significativo ritardo, con solo il 7,4% delle risorse programmate spese. I progetti privati, come ecobonus e sismabonus, hanno influenzato notevolmente la spesa, e su oltre 231mila progetti avviati, solo 14.631 erano completi a novembre 2023. L’Upb avverte che lo slittamento degli obiettivi non risolve le cause profonde dei ritardi e senza interventi sulle capacità burocratiche e amministrative locali, il rischio di una situazione critica nel 2026 rimane elevato.

Qual è il vantaggio nel rivolgersi a professionisti specializzati per accedere correttamente agli strumenti offerti dalla finanza agevolata?

La consultazione di professionisti esperti in materia offre una serie di vantaggi significativi alle imprese.

Il risparmio di tempo e risorse: rivolgersi a professionisti specializzati consente alle imprese di risparmiare tempo e risorse, evitando di gestire autonomamente le complesse procedure di accesso ai finanziamenti agevolati. I professionisti gestiscono l’intero processo, permettendo alle imprese di concentrarsi sulle attività principali.

La strategia finanziaria personalizzata: gli specialisti valutano le specifiche esigenze finanziarie e sviluppano strategie personalizzate per ottenere i finanziamenti più adatti. Ciò consente alle imprese di massimizzare le opportunità di successo durante il processo di candidatura.

Il networking e relazioni istituzionali: gli esperti vantano una vasta rete di contatti e relazioni con enti pubblici, istituti finanziari e altri attori chiave nel settore della finanza agevolata. Questo facilita un accesso più veloce ed efficace ai finanziamenti attraverso collaborazioni e partnership consolidate nel tempo.

L’assistenza nella gestione finanziaria: i professionisti offrono supporto nella gestione finanziaria delle risorse ottenute tramite finanziamenti agevolati, garantendo un utilizzo ottimale delle risorse e un monitoraggio costante dei risultati conseguiti.

Finadvance come si sta preparando ad affrontare le sfide e a cogliere le opportunità presentate dal 2024 nel contesto della finanza agevolata?

La società intende affrontare le sfide dell’anno in corso attraverso un mix di diverse strategie e azioni: esplorazione delle possibilità di finanziamento: l’analisi attenta delle opportunità di finanziamento a livello nazionale e internazionale per identificare quelle più adatte alle esigenze aziendali; la pianificazione strategica: sviluppo di una strategia chiara e definita per massimizzare le opportunità della finanza agevolata, integrandola con le strategie di crescita aziendale; il focus su sostenibilità e innovazione: impegno nella promozione di pratiche sostenibili e innovative per attrarre finanziamenti agevolati orientati alla responsabilità sociale d’impresa e all’innovazione tecnologica; il monitoraggio costante delle novità: vigilanza continua sulle ultime novità nel settore della finanza agevolata per cogliere nuove opportunità di finanziamento; la formazione interna e sviluppo delle competenze: investimento nella formazione interna per aumentare la consapevolezza sulle opportunità della finanza agevolata e sviluppare le competenze necessarie per accedere con successo ai finanziamenti disponibili.

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