Migliorare le prestazioni. Infrangere altri record. Spingere il gruppo oltre i propri obiettivi e le aspettative del mercato, dei clienti e delle persone. Andrea Orcel ha ricevuto il via libera dai soci per il secondo mandato come Ceo di Unicredit e nel suo discorso di ringraziamento ha indicato i nuovi traguardi della banca che guiderà nei prossimi tre anni.

Che comprendano o meno il risiko bancario in Italia, e che questo veda protagonista proprio l’istituto di piazza Gae Aulenti, ancora non è dato saperlo, anche se qualche giorno fa il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti ha espresso enorme fiducia per il 2024 come l’anno giusto per trovare partner strategici per Mps.

Gli indizi, almeno per il momento, continuano a vedere favorita Banco Bpm anche se, come già scritto in più occasioni, la banca senese è stata accostata più volte anche alla stessa Unicredit. Ovviamente nessuno conferma, e tutti smentiscono.

Ecco a quanto ammonta lo stipendio di Andrea Orcel

Tornando a Unicredit, gli azionisti hanno detto sì con larga maggioranza, un 88% ampiamente previsto che si è espresso favorevolmente al maxi stipendio di 9,75 milioni di euro giudicato eccessivo dal proxy advisor americano Glass Lewis, consulente leader in materia di governance, che aveva consigliato qualche giorno fa, al contrario dell’altro grande proxy advisor Iss, di votare contro la politica di remunerazione poiché “non sufficientemente allineata con gli interessi degli stessi azionisti”, segnalando in aggiunta “rischi reputazionali” per la perdurante presenza della banca in Russia. Un appello che è stato ignorato quasi del tutto: la maggioranza per questa voce è stata dell’87,96%.

Tornando alla cifra che percepirà Orcel, si tratta di un aumento di quasi due milioni di euro rispetto allo scorso anno ed era stata fissata l’anno scorso, vincolandola a specifici target economici. I ricavi di Unicredit hanno raggiunto 23,8 miliardi, +17,3% su base annuale, mentre l’utile netto è pari a 9,507 miliardi, +47,2%.

Unicredit, via libera anche dalla Bce per il buyback

Non è l’unico via libera quello ottenuto dagli azionisti alla remunerazione di Andrea Orcel da parte di Unicredit. Giovedì 11 aprile infatti l’istituto ha ottenuto l’autorizzazione della Bce al buyback fino a 3,1 miliardi a completamento del piano di riacquisto di azioni proprie per il 2023.

Buyback che, per effetto del periodo di black-out, “inizierà il prima possibile” dopo i risultati del primo trimestre che saranno pubblicati il 7 maggio, subordinato all’approvazione avvenuta nell’assemblea del 12 aprile. La prima tranche del programma di riacquisto di azioni proprie per il 2023 si è conclusa il mese scorso per un importo di 2,5 miliardi.

Il via libera della Bce si è basato “sulle informazioni finanziarie, fornite dalla società, che hanno dimostrato la solidità del capitale e la resilienza del modello in scenari di stress”, dice Unicredit stessa. Il piano di buyback, insieme alla distribuzione del dividendo fino a 3 miliardi, porta a una distribuzione totale per il 2023 di 8,6 miliardi di euro, a fronte di un Cet1 proforma del 15,9%, ricorda la banca.

Reazione del mercato

La seconda settimana di aprile si è contraddistinta per aver fatto segnare sullindicatore settoriale delle banche europee il più grande calo di un giorno dallo scorso mese di agosto: -2,4%. Un movimento dovuto anche alla decisione della Bce di mantenere i tassi d’interesse immutati, pur ammettendo che probabilmente qualcosa accadrà nel mese di giugno (leggi qui il nostro approfondimento).

Tuttavia i volumi dietro il calo sono stati scarsi. In questo senso gli investitori potrebbero chiudere le posizioni prima della stagione degli utili, dopo una corsa del 12% a fine anno per il settore. Nel giorno del grande ribasso, Unicredit ha chiuso con un -2,8% andando a formare dal punto di vista tecnico un secondo engulfing bearish consecutivo, chiaro segnale ribassista. Nella seduta odierna il rimbalzo è timido: +0,48%, a 34,14 euro ad azione, non distante dai 35,8 euro raggiunti il 4 aprile scorso, record degli ultimi 13 anni.

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