Luci da discoteca e musica ad alto volume, una distesa interminabile di tavoli disposti al giusto modo per guardare il palco: tipico delle convention motivazionali e di mindfullness, oggi di moda. Niente di ciò, andando alla sostanza, a parte la cornice e la volontà di portare nuovi inscritti dentro la comunità.

Per il weekend del 28 ottobre Osa Community, sognata e realizzata dal suo fondatore, l’imprenditore e manager Mirco Gasparotto, 100 milioni di euro di fatturato già con la ‘sua’ impresa nelle saldature, la Arrowel, ha raccolto il numero impressionante di 1.600 imprenditori (e loro manager e collaboratori) ad ascoltare non motivatori di professione, ma personaggi del calibro di Giovanni Tamburi, Tip (articolo di stamane qui su Dealflower, con le dichiarazioni e il video integrale del suo intervento), Gianluigi Cimmino di Yamamay e Carpisa (oggi anche i ristoranti-pizzeria Sophia Loren, vocati al mondo intero: non esistono catene di ristoranti davvero italiane), Vincenzo Divella di Pasta Divella, Edoardo Montefusco e Massimiliano Montefusco, padre e figlio, patron di Rds, Walter Barbieri, della metalmeccanica Cofle Group per l’Agritech, realizzatori di ‘Ferrari’ per i terreni agricoli, e poi servendo con i propri cavi anche la Ferrari stessa, Stefano Beraldo, Ceo delle rinata Ovs, Giovanni Borinelli del colosso dell’acciaio Nlmk, Giannola Nonino, la storica Nonino delle grappe tornate cool, Roberto Brazzale, il cui nome stesso della Brazzale è sinonimo della vera, e come si augurano loro, per sempre, azienda familiare, con i plurisecolari burrifici e formaggi di Asiago, Inti Ligabue della veneziana Ligabue, che da generazioni serve il catering per le navi e per l’industria petrolifera nelle sue difficili location, a partire da Eni, Dario Roncadin delle pizze surgelate Roncadin, Giovanni Fiorini, Fiorini Packaging, lo chef e imprenditore Davide Oldani, la fenomenale 23enne Martina Strazzer che, dalla sua cameretta a 19 anni, e con TikTok, ha inventato Amabile Jewels, 40 dipendenti e 10 mln di fatturato: “I miei genitori erano fermamente contrari. Ma ora mi aiutano…”.

Osa Community, l’imprenditore non vuole sentirsi solo

‘I’m alone’. Il leitmotiv di tutti. Alla fine, sta a lui decidere. A lui la responsabilità, e in questo è solo. “Ma i veri imprenditori coinvolgono, condividono il loro progetto comunicando con tutti, in azienda”.

“E occorre stare con altri imprenditori, andar fuori dai propri schemi. Si apprende! Guai a non aggiornarsi. E guai a non pagare: i buoni consigli costano. La comunità di Osa: per formarsi, per crescere, per condividere”

Mirco Gasparotto dice e fa dire tutto questo urlando con tutta l’energia che spende, che vuole indietro attraverso applausi ‘che spellino le mani’, davvero buttando tutto se stesso in questa missione di stare al fianco di imprenditori, da 250mila euro a miliardi: “Nessuno è piccolo, tutti siamo unici. Ma ci sono cose che l’imprenditore, di ogni dimensione, deve –sottolinea deve– fare: primo, tracciare le strategie, secondo, controllare i numeri, terzo, gestire le risorse umane”. Gasparotto prosegue: “Da 120 imprenditori, ne ho selezionato 19 che intervenissero qua, ma per portare valore, non il già detto, per raccontare le vere paure: le ‘tue’ cose –rimarca- perché anche tu vai al gabinetto!”. La foga di Gasparotto, unica come la sua passione, incoraggiando tutti nell’abbraccio a modo suo: “Dai, ca…!“.

Gianluigi Cimmino

“Il fallimento, step da cui si può e deve soltanto apprendere”

“Siate qui adesso, parcheggiate i problemi, li riprenderete domani sera”. Uno che dice: per il 70% del mio tempo sono un imprenditore, come voi, per il 30% torno qua da voi, è il mio giving back. Con una meta, i 50.000 imprenditori, per farsi sentire, per contare, per difendere i diritti di chi è tanto coraggioso, o pazzo, da fare quella cosa meravigliosa che è essere imprenditori. “Non vedo l’ora di assumere altre persone. Aspetto la gioia di pagare gli stipendi”, la giovanissima Strazzer, nell’intervento. A ogni imprenditore-relatore sul palco sono chiesti i ‘fattori critici di successo’, a proprio parere. E le ‘call to action’, l’invito alle azioni da intraprendere, per le loro stesse imprese e per dare stimoli ai presenti: il piano industriale, analizzare il mercato, il prodotto, il servizio, il team commerciale, trattenere i talenti, l’innovazione. “Il fallimento, perché altrove è un merito, uno step da cui si può e si deve soltanto apprendere” (Roncadin, nell’intervento), la fatica (“La fatica bilancia le avversità”, Ligabue). “Siamo fortunati: facciamo sentire sicure delle comunità”, Brazzale). “Bisogna essere concentrati –urla Gasparotto– perché in ognuna di queste storie ci sono spunti pazzeschi. Siate proattivi. La proattività. Non è che arriva da sola, io mi ci alleno”.

“Crisi o rivoluzione”: Sebastiano Barisoni

Mattatore, Sebastiano Barisoni, direttore esecutivo di Radio24. Voce inconfondibile e carisma. Stiamo vivendo una crisi o una rivoluzione? “La crisi, passa. La rivoluzione è un cambio strutturale, cambia il paradigma, si naviga a vista. E, dunque, la imprevedibilità. Ciò che noi esseri umani rifuggiamo di più. Non il rischio, che è insito. E in più sano, va calcolato. Risk manager esistono per questo. Cosa buona e giusta, come la paura. Invece, un’altra non reggiamo: il non sapere. Questo fanno le rivoluzioni: terra inesplorata, terra incognita, dove non c’è nessuna mappa”.

Qual è la Rivoluzione? Per esserlo dev’essere qualcosa di ‘mai’ accaduto. Ebbene, ce l’abbiamo in tasca. Nello smartphone. “L’algoritmo che c’è dentro. Ponete bene attenzione alla frase: possiamo confrontare, in questo momento, tutta l’offerta esistente al mondo di un certo determinato bene o servizio”. Mai successo prima. “Ovunque mi trovi, ho in un secondo tutta l’offerta del mondo. Questo ha cambiato tutto. E siamo tutti sia vittime sia carnefici”. Si parla addirittura di Algorocrazia. “Quante volte sono andato al ristorante senza guardare l’Algoritmo?”.

Sebastiano Barisoni, direttore esecutivo Radio24

Come se ne esce? ‘Non’ se ne esce. Allora… disagio, angoscia. “Mappe non ci sono. Ma qualcosa la vediamo. La cosa che l’Algoritmo non riesce a fare mai (o almeno per ora…) è creare l’Empatia. Altrimenti non entro in un negozio, sto sull’Algoritmo”. L’unica possibilità è dare di più di questo smartphone. Per esempio la Consulenza, che sia di alto valore aggiunto. “Io Barisoni sono vivo perché faccio Consulenza: dico come la penso io”. Allora andrò in banca, andrò in agenzia di viaggi, solo se avrò Consulenza. “Non è che abbasso i prezzi! O vincerà sempre lo smartphone, l’Algoritmo. E non, non più, mettendola didietro al Cliente. Se ne esce soltanto esaltando la componente umana.”.

Il valore aggiunto della rete: “I ragazzi –dice Barisoni– vivono, già, solo di questo valore aggiunto. Un esempio banale è che la patente di guida non venga presa più… Hanno capito, loro, che l’Innovazione e il Valore Aggiunto, oggi, son stati tutti messi lì”.

I Professionisti di Osa Community

In Osa Community vuole Mirco Giammarco che gli imprenditori si mescolino, facciano networking, si sentano poi ascoltati, condividano problemi fra pari, seduti attorno a un tavolo. Altrettanto che ricevano Education: c’è il team di Osa Community, per le leve sempre ribadite, il Controllo di Gestione ‘attivo’, la Delega, la costruzione della vision aziendale, la pianificazione fiscale, il passaggio generazionale. Tanti professionisti con storie importanti alle spalle, che paiono affiancare con un senso di missione, emblematiche la disponibilità dell’esperto di cdg Alessandro Palumbo, dell’ingegner Giuseppe Robiati, con un passato da executive di multinazionali e ora imprenditore, di Enrico Romano, avvincente parlando di numeri, di turnover, di ebitda, di cashflow (“Di cattiva gestione si soffre, ma di finanza si muore”), del giovanissimo Matteo, grande controller, persino di un già Ministro della Repubblica che ora è qui al weekend, e poi professionista al servizio dei membri, come ‘semplice Avvocato’, Alfonso Bonafede: ma avvocato seriamente impegnato, qui insieme al suo of counsel dello Studio Legale Bonafede di Firenze e Milano, Fabio De Dominicis, per aiutare gli imprenditori, anche piccoli e medi, dalle questioni ordinarie fino alle class action, di cui sono specialisti anche con la innovativa formula del reperimento di finanziamento per le cause, il tpf, third party litigation funding.

 

Alfonso Bonafede

In ufficio da lunedì

“Su quali obiettivi siete focalizzati in questo periodo? Cosa volete portarvi a casa da questa due-giorni? Scrivetelo. I pensieri che passano in testa van sempre scritti. Sarà più facile poi lavorarci e metterli in pratica. I margini, per esempio. Le aziende devono fare profitto. E continuare a crescere, delegando funzioni. La delega, difficilissima. In questo voglio aiutarvi, con Osa Community. E guardare i numeri, saperli, doverli, leggere. E che deleghiate, e che arriviate alle deleghe di secondo livello”.

Non ha più voce Gasparotto, o ne ha ancora. Forse ce la fa perché è il giving back che ripaga sempre: “Come imprenditori, se avete il coraggio di essere tali e occorre ammetterlo, dovete darvi uno stipendio annuo di 100 mila euro. O non funziona! E se ora già sono 100, ve ne dovete dare 300. Abbiamo la responsabilità sociale che le aziende guadagnino, perché abbiamo la responsabilità delle famiglie che contano sullo stipendio a fine mese. È un percorso. Lo facciamo insieme. Vi aiutooo, ca…!”.

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