Prima Industrie nel mirino dei fondi di private equity. L’azienda, quotata sul segmento Star di Borsa Italiana e attiva a livello mondiale nello sviluppo, produzione e commercializzazione di sistemi laser 3D per applicazioni industriali e macchine per la lavorazione della lamiera e soluzioni per la manifattura, ha infatti comunicato di aver ricevuto manifestazioni di interesse non vincolanti da parte di Alpha Private Equity e Peninsula Investments.

La due diligence, approvata lo scorso 23 giugno, è tuttora in corso ed è limitata, con esclusione quindi “di qualsiasi informazione privilegiata”, spiega una nota.

Qualora il negoziato dovesse andare in porto, Alpha e Peninsula rileverebbero dai soci di Prima Industrie una partecipazione superiore al 30%, soglia oltre la quale scatta l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica d’acquisto totalitaria. I due fondi hanno già comunicato al management il prezzo proposto che si attesta a 25 euro per azione. Si tratta di una somma del 33,4% rispetto ai 18,7 euro raggiunti ieri in chiusura da Prima Industrie e che quindi lascia poco spazio alla negoziazione, tanto che stando a indiscrezioni, il signing dovrebbe avvenire entro un mese mentre il closing è atteso per settembre, dopo tutte le consuete approvazioni compreso il golden power.  Sempre secondo quanto risulta a Dealflower, advisor legale dei fondi sarebbe Chiomenti.

La comunicazione è arrivata a seguito dei rialzi anomali del titolo delle ultime sedute, che ora segna un + 16,86% a 21 euro circa, avvicinandosi al prezzo dell’offerta. Nel corso delle ultime quattro giornate di contrattazioni il titolo ha già guadagnato quasi il 32%, un rialzo tale da aver dato origine alla comunicazione di ieri da parte del cda.

 


Fonte: Borsa Italiana

 

Azionisti

Prima Industrie, quotata dal 1999, è una vera public company e cioè non ha socio di controllo: il primo azionista con poco più del 28% è il trust Rashanima che fa capo alla famiglia di finanzieri britannici Mansour, seguiti da due soci cinesi, Lee Sou Leung Joseph e Yunfeng Gao, entrambi con una partecipazione vicina al 10%. L’ultimo azionista di rilievo è poi Lazard, con poco più del 5%.

L’azienda

Prima Industrie, attiva da oltre 40 anni, sviluppa, produce e commercializza sistemi laser per applicazioni industriali e macchine per la lavorazione della lamiera, oltre a elettronica industriale, sorgenti laser e soluzioni per la manifattura 4.0. Il gruppo conta circa 14.000 macchine installate in più di 80 Paesi ed è fra i primi costruttori mondiali nel proprio mercato di riferimento con circa 1700 dipendenti e stabilimenti produttivi in Italia, Finlandia, Usa e Cina.

L’anno scorso la società ha registrato ricavi in aumento del 22,4% a 407,6 milioni, con un ebitda di 33,4 milioni e un utile di 8 milioni, più basso rispetto alla media e quindi occasione di efficientamento da parte dei potenziali acquirenti.

Il 2022 sembra andare ancora meglio con il primo trimestre che si è chiuso a 93,3 milioni di euro di ricavi (13,4% dal primo trimestre 2021), un ebitda rettificato di 6,2 milioni (da 5,7 milioni) e un debito finanziario netto di 75,2 milioni (da 99,4 milioni), a fronte di un portafoglio ordini di 253,5 milioni (+71,4%), in ulteriore crescita a 277,6 milioni a fine aprile.

Lascia un commento

Related Post