Pernod Ricard Italia, multinazionale francese specializzata nella produzione e nel commercio di noti vini e liquori, ha rilevato due complessi immobiliari a destinazione direzionale e commerciale situati nel comune di Canelli, dal Fallimento Cantina Sociale di Canelli, uno dei più antichi enopoli piemontesi, avviato nel 1933 e raggruppante circa 200 viticoltori.

I due complessi immobiliari – ubicati nel cuore dell’astigiano, a ridosso dello stabilimento della società, e composti da edifici cielo/terra ad uso produttivo e di magazzino connessi tra loro, in disuso da tempo – saranno la base di partenza per possibili progetti di espansione del sito. L’operazione rientra nella strategia di crescita di Pernod Ricard Italia a supporto dei brand che produce.

L’operazione è stata indirizzata dall’head of legal Raffaella Savaglia e dal direttore operations Tomas Volpin.

Gli advisor

Dla Piper ha assistito la parte acquirente con un team multidisciplinare coordinato dalla partner Elena Varese e diretto dall’avvocato Morena Pirollo, che ha curato le interlocuzioni con la parte venditrice e coordinato il team legale nelle attività di due diligence e consulenza prodromiche all’operazione di acquisizione degli asset. Entrambe sono state supportate dall’avvocato Andrea Garofalo.

Gli aspetti fiscali sono stati curati dal partner Giovanni Iaselli e dall’avvocato Maria Teresa Madera. La due diligence per gli aspetti di town planning è stata curata dalla partner Carmen Chierchia. L’assistenza relativa alla fase di sviluppo con l’affidamento degli incarichi e degli appalti dei lavori è stata curata dalla partner Valentina Marengo e dall’avvocato Chiara Sciaraffa.

Per la stima del valore dei complessi immobiliari e gli aspetti tecnici dell’acquisizione la società si è avvalsa della consulenza di Fabrizio Costa, dello studio Costa e Associati. Il Fallimento Cantina Sociale di Canelli S.c. a r.l., con il curatore Giuseppe Cotto, si è avvalso della consulenza di Luigi Duretto, per i profili tecnici dell’operazione. Gli aspetti notarili dell’operazione sono stati gestiti dallo studio notarile di Maurizio Cavanna, del distretto di Asti.

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