I risparmi degli italiani abbienti crescono oltre le aspettative. La previsione di asset in gestione nel private banking a fine anno è salita a 1.021 miliardi di euro, rispetto ai 978 miliardi stimati a inizio 2021.

Il dato è stato fornito dall’Associazione italiana del private banking (Aipb – nella foto di copertina, il presidente Paolo Langè) nel corso della XVII edizione del forum del private banking. Lappuntamento annuale che riunisce i principali operatori per un confronto sui maggiori temi di interesse del settore e l’occasione per fare il punto su risultati, obiettivi e strategie di breve e lungo periodo.

Il ruolo nel Rinascimento italiano

Il confronto, quest’anno, si legge in un comunicato, si è concentrato “sul ruolo che il private banking può svolgere nel Rinascimento economico e culturale del Paese”.

La previsione sugli asset gestiti del private banking era già stata superata alla fine del primo semestre: 993 miliardi. Ora ci si attende che nel 2021 venga scavalcata la soglia dei mille miliardi, con un progresso del 9,5% rispetto all’anno precedente.

E il trend non pare destinato ad arrestarsi. Nel prossimo biennio, infatti, si prevede che gli asset gestiti dal private banking raggiungano quota 1.113 miliardi (+4,4% mediamente l’anno), grazie al contributo della raccolta netta (2,8%) e per effetto performance (1,6%).

Voglia di economia reale

All’analisi quantitativa, nel corso del forum, è seguita un’analisi qualitativa contenuta nella ricerca AipbCentro Einaudi dal titolo Risparmiatori di avanguardia nelle scelte di investimento”. Un’indagine che ha messo in evidenza le caratteristiche peculiari e gli orientamenti verso gli investimenti dei risparmiatori più abbienti. Investitori che si dimostrano un’avanguardia nella gestione dei risparmi. E un’opportunità per l’industria del private banking di canalizzare i flussi di nuova ricchezza verso investimenti in economia reale, contribuendo a sostenere la crescita economica del Paese.

La ricerca sottolinea che le famiglie italiane che possiedono un patrimonio superiore a 500mila euro rappresentano il 35,9% della ricchezza complessiva. Ed è un cluster di famiglie atttento ai prodotti innovativi, come grend bond, fondi etici e a impatto sociale. 

Secondo le stime della ricerca, se adeguatamente coinvolta da una riforma del sistema finanziario che migliori le condizioni per la partecipazione ai mercati, la clientela del private banking “potrebbe fare crescere il peso dell’economia
reale nei portafogli private dallo 0,5% di oggi, equivalente a 4 miliardi di euro, al 5%, pari a 60 miliardi”.

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